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Sei assoluzioni per Torre Regione

TORINO

GIUSTIZIA  Assolti tutti e sei gli imputati nel caso del grattacielo della Torre Regione. Funzionari e imprenditori che lavoravano alla realizzazione dell’opera erano accusati di falso, abuso di ufficio, corruzione per presunte irregolarità nella costruzione dell’edificio destinato a ospitare gli uffici regionali. Sotto la lente, infatti, era finita una variante al progetto originale dell’ archistar Fuksas: una modifica che per l’accusa era stata apportata senza avere indetto una gara per verificare la reale necessità, convenienza e miglioria. Rischiavano condanne da 2 anni e 4 mesi fino a 3 anni e 4 mesi: tra gli imputati l’ex presidente della Regione Ezio Enrietti, in veste di responsabile della ditta Les e il collaboratore Claudio Santese, il geometra di Coopsette Paolo Rosa e i funzionari regionali Grazia Ferreri, moglie di Enrietti, Claudio Savasta e Luigi Robino. Ieri il collegio dei giudici presieduto da Pier Giorgio Balestretti ha deciso per l’assoluzione, in base alle posizioni, perché “il fatto non sussiste” o “il fatto non costituisce reato”. Assolte anche l’azienda Les e la società Torre Piemonte. Immediata però la polemica dei difensori. «Un riconoscimento per l’onestà di un funzionario che, se non fosse stato bloccato, avrebbe chiuso l’opera in sei mesi e senza danni collaterali», ha commentato l’avvocato Piacentino, legale di Carlo Savasta, direttore dei lavori. CRISTINA PALAZZO

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