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Mahmood, la nuova vita "Quanti fans, sono felice..."

mahmood

Sono centinaia, fuori da Discoteca Laziale. 
Alessandro, cosa vogliono da lei?
«Per me possono volere tutto... il fatto che siano qui tantissimi mi rende senza parole, mi sembra tutto così strano... sono troppo felice, troppo».
Vive da giorni in un turbinio di interviste e impegni promozionali, Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, dopo il successo di Sanremo. E in attesa di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest a Tel Aviv. A Roma, per esempio, centinaia di persone hanno aspettato in fila ordinata la loro firma su “Gioventù Bruciata”, album che prende il titolo del pezzo trionfatore a Sanremo Giovani. Tra i regali ricevuti al suo primo incontro con i fans spicca, tra disegni e gadget dal mondo anime, anche una “bambola” Ken con le sue sembianze. L’in-store tour che ha già toccato Roma, Firenze e Napoli, arriverà domani  a Bologna per passare il 27 febbraio a Torino e il 28 a Milano. Da marzo poi è il turno di Genova, Bari e Lecce. Un turbinio, fatto di autografi e firmacopie. Come accaduto a Roma.
Che impressione le dà tenere in mano il primo album?
«Avere il cd fisico in mano è una cosa figa, vuol dire che questa prima tappa sta accadendo veramente, mi rende davvero orgoglioso che tutto questo lavoro, che sto facendo da anni, è servito a qualcosa».
Anche fuori dai firmacopie non può fare un passo senza la richiesta di un selfie…
«Quando mi chiedono foto, video, per la zia, la nonna, fa piacere. Alla fine vuol dire che piace quello che faccio, piace la mia musica».
Chi è il suo pubblico?
«Io ancora non so chi sono realmente i miei fan, da chi mi scrive sui social vedo che ci sono giovani, ragazze, anche molti bambini, signori e signore… quindi il pubblico è molto, molto vasto».
La sua canzone è nelle classifiche mondiali. Secondo lei chi canta “Soldi” ne ha capito il significato lo fa perché è diventata un tormentone?
«Non so se la cantino perché hanno capito il significato oppure perché è un tormentone. A me interessa che la cantino, e non mi faccio tutti questi problemi».

 

FRANCESCO FODERA'

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