Opinioni

L'Europa a più voci muore ad Aquisgrana

Maurizio Zuccari

C’era una volta il Sacro romano impero. Lo volle Carlo Magno in una cittadina al quadrivio di Francia, Germania, Belgio e Olanda, dove andava a passare le acque e svernare, e dove ancora si conservano le sue ceneri, nella cappella Palatina della cattedrale gotica. Aquisgrana, Aix la Chapelle detto alla francese, è stata per secoli sede d’un impero che voleva riesumare i fasti della romanità. Luogo deputato a ridisegnare la mappa d’Europa nelle sue tante guerre, ancora nel ‘700. I nazisti la contesero palmo a palmo agli Alleati, prima città tedesca a voler liberare. E qui Merkel e Macron hanno firmato un trattato che rafforza l’asse franco-tedesco come mai prima, mettendo una pietra tombale sull’Europa a più voci. Altro che sovranisti, ad affondare l’Europa unita pensano loro. Una politica estera ed economica fuori da ogni visione e controllo comunitari ma dentro le logiche delle élite dei due paesi, forte di un mercato interno grande quanto la Russia, fanno sì che  un’Europa paritaria sia tramontata. Resta un condominio dove chi abita ai piani alti può ciccare in testa a chi sta sotto e fregarsene. 
Guardare la pagliuzza dei deficit altrui ignorando le travi in casa propria, di bilancio e democrazia. Dolersi per gli extracomunitari ma massacrare la gente in piazza. Che l’Europa abbia conosciuto tentativi d’egemonia francesi o tedeschi è storia nota, e nota la sorte di napoleoni e kaiser. Stavolta ci riprovano assieme con qualche possibilità di riuscita, vista la ritirata inglese e l’ignavia d’altri. E mai prima d’ora un ceto dirigente inviso come quello che governa a Parigi e Berlino ha dato l’assalto all’Europa.   

MAURIZIO ZUCCARI

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