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L’amore felice? Tolleranza e tanta fortuna

Libri/Maria Venturi

LIBRI Come si fa a mantenere una relazione d’amore felice? E quali ricette anticrisi mettere in campo quando qualcosa va storto? Sono centinaia i manuali di auto-aiuto che tentano di spiegarci come far funzionare la coppia. “Cuore Matto. I cento mantra per una relazione felice” di Maria Venturi (Solferino, p. 160 euro 12) però ha una marcia in più. Perché se l’amore è sempre lo stesso il mondo è cambiato, e le strategie devono adattarsi ai tempi nuovi. 

Maria Venturi, il primo mantra per una storia d’amore felice? 
«La fortuna. Il 50 per cento della riuscita di una relazione è dato dalla sorte. Nasciamo con un bagaglio genetico che ci può ostacolare nel raggiungimento della felicità. Se siamo cresciuti in una famiglia che ha favorito la nostra autostima e istinto di conservazione, sarà più facile stare alla larga da relazioni sbagliate». 

Il consiglio fondamentale per la manutenzione dell’amore? 
«È come fare una dieta. Si mangia un po’ di tutto. Il segreto è nell’ un po’. Bisogna essere un po’ tolleranti, per esempio, ma non sempre tolleranti. Se si è sempre tolleranti poi si scoppia come una pentola a pressione». 

Ma come si fa a stabilire a priori quello che ci va bene o no? 
«Dipende dalla nostra scala di valori. A proposito della tolleranza uno dice a se stesso: fino a qui ci posso arrivare ma se c’è qualcosa che ci ferisce non te lo puoi tenere dentro, lo devi tirare fuori». 

Quanto conta la compatibilità caratteriale? O gli opposti si attraggono? 
«In un altro mio mantra io parlo di difetti compatibili. Io che sono una spendacciona non avrei mai potuto sposare uno tirchio. Mio marito è più attento di me ma non è neanche avaro. Se hai il culto della fedeltà e non tolleri neanche una scappatella, mettersi con un traditore seriale è da kamikaze». 

La ricetta quindi qual è? 
«Io parlo di “raccolta differenziata”. Non buttare tutti i nostri problemi sull’altro. Lo so che è difficile ma non bisogna scaricare tutto nella coppia che non è un contenitore così grande da poterlo riempire con problemi e scontenti personali».

ANTONELLA FIORI

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