Fatti&Storie

Lombardi ad un passo dall'autonomia regionale

Milano

Questo venerdì il consiglio dei ministri esaminerà le tre bozze di accordo con Lombardia, Veneto, Emilia Romagna che prevedono il trasferimento di competenze cruciali dallo Stato alle Regioni,  richiesta di maggiore autonomia arrivata da lombardi e  veneti interpellati nel 2017 in un referendum. Un tema che divide e ha fatto parlare i critici di secessione strisciante del Nord, alimentando malumori anche all’interno del Governo. Ma cosa potrebbe cambiare per i cittadini? Ne abbiamo parlato con Alessandro Corbetta (Lega) (nella foto), vicepresidente della Commissione Autonomia della Regione Lombardia che ieri  in una lettera aperta sottoscritta anche dal presidente Mauro Piazza (Forza Italia) e dal segretario Giuseppe Villani (PD) ha sollecitato i parlamentari a ratificare gli accordi sul “regionalismo differenziato”.
Sarà la secessione dei ricchi?
«Falso, come è falso che si tolgano soldi alle regioni più povere. Non si toglierà un euro al Sud: quello che chiediamo per quel che riguarda la Lombardia è che sulla base dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione, 23 materie vengano gestite direttamente dalla Regione con le relative risorse che già oggi lo Stato spende in Lombardia, 8-9 miliardi circa, non un euro di più».

Quale sarebbe il vantaggio per i cittadini?
«Noi pensiamo di saper spendere meglio dello Stato e quindi di poter fare economie, fino a 2 miliardi, da poter reinvestire per esempio tagliando il bollo auto, o investendo nella sanità».

Su alcune di queste 23 materie ci sono preoccupazioni, per esempio l’istruzione: ci sarà la scuola padana?
«Beh in Alto Adige già ora ci sono programmi diversi ma non è questo quello su cui si vuole agire, ma sulla gestione del personale, per esempio facendo graduatorie sul territorio, in modo da evitare il pendolarismo degli insegnanti per tutta la penisola».

Tra le competenze ci sono le infrastrutture: cosa cambierebbe per i pendolari?
«Sulla manutenzione delle strade e anche della rete ferroviaria si potrebbe fare molto. Per esempio se ci fosse una regionalizzazione di Rfi che gestisce la rete ferroviaria che ora crea molti problemi».

Al Governo il M5s non sembra convintissimo.
«Resistono i ministeri di loro competenza, Infrastrutture, Ambiente e Salute. Ma a livello lombardo il movimento ha appoggiato l’autonomia».

Venerdì potrebbe essere chiesto un rinvio.
«Abbiamo aspettato anni, qualche giorno in più non sarà un problema».
PAOLA RIZZI @paolarizzimanca

Articoli Correlati
Fatti&Storie