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"In piazza anche estranei all’universo anarchico"

TORINO

città «Gente addestrata» e che non aveva nulla a che fare con gli anarchici starebbe, secondo il questore Francesco Messina, dietro alle ore di guerriglia urbana che sabato hanno messo sotto scacco il centro di Torino. E che, al passaggio del corteo  contro lo sgombero dell’Asilo, ha lasciato una scia di lacrimogeni, cassonetti in fiamme, sassaiole, bus sfondati e vetrine di negozi spaccate. «Una situazione molto delicata, a Torino non si vedeva da anni» ha spiegato Messina, parlando  di «una solidarietà che non mi spiego. Non normali manifestanti, ma chi fa della protesta punto di partenza per sovvertire l’ordine democratico. Abbiamo dovuto fronteggiare un contesto che non ha nulla a che vedere con la protesta sociale». Erano circa mille tra cui centri sociali come Askatasuna e Manituana, i comitati No Tav di Torino e Bussoleno, gli Studenti Indipendenti, oltre ad anarchici arrivati da tutta Italia e anche da Francia, Germania, Spagna, Croazia, Serbia «e addirittura una consigliera comunale di Torino e una di Giaglione». Undici i fermi, «prigionieri non arrestati», 215 identificati e quattro invece sono state le persone ferite ma nessuno in gravi condizioni. Decine i contusi anche tra le forze dell’ordine oltre ai danni dei mezzi che sono stati colpiti nei vari scontri. Camionette e idranti, infatti, sono stati utilizzati per impedire l’avvicinamento all’Asilo sgomberato. «Proseguiremo con le indagini per fare pagare a questi soggetti tutto quello che hanno fatto - continua il questore –. Qui l’impunità non ci sarà». Ieri pomeriggio gli anarchici sono tornati alla carica con un raduno in corso Cincinnato, vicino alla manifestazione di Casapound per commemorare le foibe: un centinaio ha sfilato verso il carcere, davanti alla polizia che è tornata  a bloccare le strade. Cristina Palazzo

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