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Industria a picco Lo spread sfonda 290

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A dicembre si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,8% rispetto a novembre. Lo rileva l'Istat aggiungendo che, corretto per gli effetti di calendario, l'indice è diminuito in termini tendenziali del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017). Si tratta della diminuzione tendenziale più accentuata dal dicembre del 2012. Nella media del 2018 la produzione è cresciuta dello 0,8% rispetto all'anno precedente. "A dicembre - commenta l'Istat - diminuisce nuovamente la produzione industriale italiana, con una variazione ampiamente negativa sia su base congiunturale sia in termini annui. La flessione è diffusa a livello settoriale". 

Confcommercio.  "Per il quarto mese consecutivo l'attività industriale ha registrato una riduzione, la cui intensità, nella parte finale dello scorso anno, desta fondati timori di un peggioramento diffuso e profondo di tutta l'attività economica, servizi inclusi". E' il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio al dato Istat di oggi.    "Occorre sottolineare - continua la nota - la caduta della produzione dei beni di consumo che sta interessando in modo sempre più significativo anche l'area dei non durevoli, cioè quelli acquistati con maggior frequenza dalle famiglie. Unitamente alla prolungata contrazione del sentiment degli imprenditori, queste evidenze suggeriscono che l'attività produttiva potrebbe contrarsi ulteriormente nella prima parte dell'anno in corso". 

Spread a 290. Intanto lo spread tocca quota 290, il top da due mesi, dopo aver aperto a 252 punti. I mercati sono preoccupati proprio per i segnali negativi dell'Italia sul fronte della crescita economica, dopo le stime sul Pil di Bruxelles, l'allarme lanciato dall'Fmi e il deludente dato sulla produzione industriale. Inoltre il mercato secondario, che è quello nel quale è calcolato il tasso del decennale, è saturo, dopo che i grandi fondi hanno fatto il pieno di titoli di Stato italiani alle aste del mercato primario. Il rendimento del decennale vola al 2,997%. 

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