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Ama, bocciato il bilancio Montanari via, azienda rischia

Roma

La giunta capitolina ha bocciato il bilancio 2017 di Ama  proposto dal Cda dell'azienda partecipata dei rifiuti. Di fatto la giunta M5S ha bocciato il testo, che era stato approvato dall'azienda il 6 dicembre scorso dopo un lungo braccio di ferro su una posta contabile da 18 milioni di euro. L'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari si è dunque dimessa. La Montanari, in carica dal metà dicembre del 2016, ha votato contro il parere della giunta, ed è la seconda titolare dell'Ambiente a lasciare l'incarico dopo Paola Muraro.

Montanari.  "Ritengo del tutto ingiustificata la bocciatura del bilancio di Ama che getta un'azienda che dà lavoro a oltre 11 mila romani in una situazione di precarietà che prelude a procedure fallimentari. Non è per me più possibile condividere le azioni politiche e amministrative di questa giunta", scrive in una lettera l'ex assessore capitolino all'Ambiente, Pinuccia Montanari, rassegnando le sue dimissioni. 

Azienda rischia. Lo scontro che ha portato la Montanari a dimettersi viene da lontano. La scorsa estate il Campidoglio e l'Ama - la partecipata comunale dei rifiuti - hanno ingaggiato una disputa su una partita contabile da 18 milioni di euro per la gestione dei servizi cimiteriali reclamata dall'azienda. A dicembre scorso era arrivata una schiarita con l'approvazione del bilancio Ama 2017 da parte dell'azienda, vista la possibilità concessa alla società di chiudere il documento contabile nonostante la passività. Oggi però la giunta di Virginia Raggi ha bocciato la proposta di bilancio di Ama ritenendola non corrispondente alle sue aspettative, con la Montanari ha votato contro l'atto, unica in tutta la giunta, e conseguentemente ha rassegnato le dimissioni. Ora per Ama si apre il rischio che le banche non vogliano più fare credito all'azienda, priva di un documento contabile approvato, con una potenziale ripercussione sul pagamento buste paga dei dipendenti. La Montanari, amica di lungo corso di Beppe Grillo, era in carica da dicembre 2016, dopo il burrascoso avvicendamento di Paola Muraro, arrivava da due esperienze come assessore nelle giunte comunali di Genova e Reggio Emilia con competenze alla sostenibilità ambientale. Nel corso del suo mandato l'ormai ex assessore ha puntato sulla diminuzione del quantitativo di rifiuti in città, la crescita della raccolta differenziata e la creazione di impianti di lavorazione e riciclo dei "materiali post consumo". Un esperimento che però si è scontrato con il fragile ciclo dei rifiuti cittadini, non autosufficiente e soggetto a cicliche crisi di raccolta e smaltimento. 

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