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La gelata Ue: Pil a +0,2% Lo spread torna alle stelle

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La gelata prevista di Bruxelles è arrivata: la Ue ha confermato il ribasso delle sue stime sulla crescita del Pil del nostro Paese, prevedendo che nel 2019 salirà solo dello 0,2%, ovvero il minimo da 5 anni.  Le incertezze sulla "posizione politica del governo" sono tra le cause del rallentamento del Pil italiano nel 2018, scrive la Commissione europea nelle sue previsioni di inverno pubblicate oggi. "L'economia italiana ha iniziato a perdere slancio all'inizio 2018 nel contesto di un più ampio rallentamento dell'area dell'euro ed è scivolata in una contrazione nella seconda metà dell'anno", scrive Bruxelles, ricordando che il Pil reale è sceso dello 0,2% negli ultimi tre mesi del 2018, dopo una diminuzione dello 0,1% nel trimestre precedente. 

Domanda interna lenta.   "Mentre il rallentamento iniziale era in gran parte causato da un commercio mondiale meno dinamico, il recente rallentamento dell'attività economica è più attribuibile alla domanda interna lenta, in particolare gli investimenti a causa dell'incertezza relativa alla posizione politica del governo, e ha pesato l'aumento dei costi di finanziamento del debito. 

Spread. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi schizza a 280 punti, il top da metà dicembre, dai 269 punti della chiusura di ieri. Il nostro Paese è finito nel mirino degli investitori, mentre lo spread della Spagna si restringe a 112 punti. I mercati reagiscono con preoccupazione ai segnali negativi dell'Italia sul fronte della crescita economica, dopo le stime di Bruxelles. Anche il Fmi ha lanciato l'allarme sul rischio di contagio. Il rendimento del decennale avanza fino al 2,936%. 

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