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Un'indagine su 10 anni di autobus in fiamme

TORINO

mobilità Dieci anni di bus in fiamme, soprattutto gli ultimi casi e la loro frequenza, fino all’ultimo episodio di sabato scorso. Si amplia in procura il fascicolo di indagine per incendio colposo sulla sicurezza del trasporto pubblico torinese. Sono almeno cinque casi nell’ultimo mese quelli  finiti sotto la lente dei magistrati. Intanto i mezzi sono sotto sequestro, come è stato disposto anche per l’autobus della linea 59 interessato il 2 febbraio da un principio di incendio tra corso Regina Margherita e corso Svizzera, spento dall’autista con un estintore. L’intenzione dei magistrati è affidarsi a uno specialista per una consulenza tecnica così da approfondire le cause delle fiamme, senza trascurare i casi, decine, che si sono registrate per le strade di Torino negli ultimi dieci anni.  
L’indagine entra nel vivo alla vigilia del secondo sciopero del 2019 proclamato da Usb che domenica fermerà bus, metro e tram per 24 ore, indetto  per chiedere maggiore tutela dei lavoratori e revisione del parco mezzi. «Oggi Gtt si ritrova con una drammatica carenza di mezzi, a cui si è aggiunto un blocco di ulteriori circa 50 mezzi per l'inchiesta sui numerosi incendi che, anche in quest'ultimo anno, si sono verificati -, ribadiscono i sindacati di base - Ogni giorno ci sono decine di autisti pagati in sosta nei depositi per mancanza di mezzi, e fuori studenti e lavoratori ad attendere il passaggio di un mezzo, puntualmente stracolmo ed inaccessibile al suo arrivo». Così tornano a chiedere a gran voce un confronto e un tavolo ad hoc con organizzazioni sindacali  e assessorato ai trasporti. Cristina Palazzo

 

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