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La recessione? Aspetta e spera...

Maurizio Guandalini

Aspetta e spera che poi si avvera. La sconfitta della Juve presto o tardi doveva appalesarsi. Poi si rialzerà. All’epifania recessiva dell’economia rispondiamo, come per gli zebrati, con lo sguardo rivolto alla speranza. Le parole pronunciate dal premier Conte. Ora cadiamo in mezzo al baratro ma vedrete che entro l’anno ci riprenderemo. Le convinzioni si poggiano sui provvedimenti appena presi: reddito di cittadinanza e Quota 100. Chi ha a che fare con la produzione è rimasto stecchito dalla messianica predizione. Infatti, fra sei mesi, l’Italia dovrà coprire ulteriori debiti e trovare denari per assolvere a clausole come l’aumento dell’Iva. Il vicepremier Di Maio affida le responsabilità dei disastri a quelli venuti prima. Constatiamo, oggi, che il Governo camouflage ha tenuto a bagnomaria il Paese. Quando le decisioni dovevano arrivare rapide. E le politiche economiche sim sala bim, hanno dato risultati negativi. Come il decreto dignità al posto del job act. Fatto per aumentare i posti fissi mentre sì, la disoccupazione è diminuita, ma, nel contempo, sono aumentati i contratti a tempo determinato.
Non credo a sfracelli e miseria incombente. Però chi voleva cambiare l’auto, rimanda a mai. Se poi fai scattare la tassa inquinante sulle utilitarie, ciao core. Con i salari  tra i più bassi d’Europa. Massacrati da tasse. Invece di acquistare un cappotto e un paio di scarpe si preferiscono pagare gli aumenti delle bollette. E così via. Segnali deprimenti che però il Presidente del Consiglio non vede. A meno che confidi nell’Europa della spesa, dopo le elezioni di maggio. Perché non ci sono più i tifosi di una volta. Si lascia la Juve per aggrapparsi al Milan solo perché quel Gattuso ha un gran carattere.

MAURIZIO GUANDALINI

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