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Derry e la "New Ira" ai tempi della Brexit

Maurizio Zuccari

Sunday, bloody sunday, cantavano gli U2 in War e sui palchi, in omaggio ai morti di Derry. 
La domenica di sangue del 30 gennaio ‘72 in cui i parà inglese spararono a freddo sulla folla, uccidendo 15 manifestanti cattolici e ferendone il doppio. Un massacro, passato alla storia appunto come domenica di sangue, tanto vivo da essere cantato ancora un decennio dopo da un gruppo icona del rock. Zenith contemporaneo di un conflitto secolare tra nazionalisti irlandesi e unionisti inglesi. 
Quasi mezzo secolo dopo, un’autobomba è esplosa nel centro di Derry, in un sabato esangue che di sangue avrebbe potuto versarne parecchio, secondo quanto detto dalla polizia. Che ha fermato due giovanottelli, adepti della New Ira rappattumata nel 2012 sulle ceneri del vecchio Irish republican army. L’esercito di liberazione della ex cattolicissima Irlanda che ha deposto le armi sul finire dello scorso secolo ma ancora contesta agli unionisti del nord la fedeltà alla corona inglese. 
Rimasugli del passato, di questi tempi tornati a galla approfittando dei timori & tremori della Brexit, che rimescola le carte e rimette i paletti alle frontiere abrogate alla fine delle ostilità. 
Sui social network si sono scatenati gli urrà dei giovanissimi per il gesto “spericolato” – sempre a detta della polizia – ma nessuno che abbia vissuto i “troubles” vorrebbe tornare ai bagni di sangue di quegli anni. Solo una manciata di scapestrati selfisti e pseudoterroristi che pescano nel torbido, a libro paga non più di un’idea ma di chi teme la hard Brexit più delle bombe di piazza e dei torbidi.
MAURIZIO ZUCCARI

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