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Pendolaria: sempre meno utenti sui treni del Piemonte

TORINO

TORINO Altro che Tav, il problema del Piemonte è l’emorragia dei pendolari. A dirlo è Legambiente con il rapporto annuale Pendolaria che mostra come, in controtendenza a una media italiana che sale, nel 2017 in Piemonte c’è stato un calo del 4,4% dell’utenza.
In media, infatti, sono saliti ogni giorno su un treno in 166.445, lontani i tempi in cui si sfondava quota 175mila, come nel 2011, anno in cui sono state cancellate 14 linee considerate minori.

Il dito è puntato sulla necessità di investimenti: all’anno sono 5,51 milioni, pari - come spiegano - allo 0,05% del bilancio regionale. «Più che di una sterile e inopportuna campagna pro-Tav, il Piemonte ha bisogno di affrancarsi dal ruolo di fanalino di coda tra le regioni del Nord Italia, investendo a favore di un trasporto ferroviario pendolare di qualità», ha commentato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, il quale ha aggiunto: «Ci auguriamo che la riapertura ad inizio anno della linea Saluzzo-Savigliano non resti una notizia positiva, ma isolata».

CRISTINA PALAZZO

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