Spettacoli

I ragazzi di vita riletti da Popolizio

Torino/Teatro

TORINO Nel 1955 Pier Paolo Pasolini scandalizzò raccontando il mondo dei quartieri periferici di Roma nel suo romanzo “Ragazzi di vita”. Ora quel libro diventa teatro con lo stesso titolo e la drammaturgia di Emanuele Trevi, da stasera al 10 febbraio al Teatro Carignano, con la regia, premiata nel 2017 con l’Ubu, di Massimo Popolizio.

In scena Lino Guanciale, altro Premio Ubu, fresco di nomina soltanto qualche settimana fa, si aggira, come uno straniero, come lo era Pasolini, in visita alle borgate romane anni ’50 a capo di un cast di 18 giovani attori. 

Su un palcoscenico spoglio, che riproduce la povertà e il degrado delle periferie romane del secondo dopoguerra, Popolizio intreccia le storie dei giovanissimi borgatari che colpirono l’autore friulano al suo arrivo a Roma nel 1950.

Riccetto, Lenzetta, il Caciotta, Amerigo, Begalone, Alvaro, Spudorato e gli altri, con le loro piccole vite fatte di espedienti, in cerca di qualche soldo e di passatempi per ammazzare la noia, sono l’affresco della povertà morale e materiale dell’Italia degli ultimi, degli emarginati, alla vigilia di un boom economico che, nella visione pasoliniana, è portatore di un benessere materiale che toglie l’innocenza.

Alla ribalta vanno una ventina di personaggi in un brulichio di corpi e voci, in dialetto romanesco, che portano lo spettatore ad immergersi nelle giornate di questi giovani sottoproletari alle prese con la loro furiosa, impulsiva e struggente lotta con la quotidianità (Info: teatrostabiletorino.it).

ANTONIO GARBISA

Articoli Correlati
Spettacoli