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Migranti, verso il sì al processo a Salvini

Migranti

Ruota intorno a due navi di migranti la politica italiana: la Diciotti dell’agosto scorso e la Sea Watch di queste ore.
«Se Salvini ha detto “mi voglio fare processare”, il problema del nostro voto sull’immunità non esiste più. Che facciamo? Gli facciamo un dispetto e gli votiamo contro?», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio sul caso della richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei Ministri con il titola dell’Interno Salvini sul caso del divieto di sbarco alla nave Diciotti. «Se Salvini andasse a processo io sarei il primo ad andare a testimoniare che quella fu una decisione del governo», ha detto il vicepremier Di Maio, sostenendo che il processo «finirà con un nulla di fatto perché si trattò di una legittima decisione politica del governo». Sulla vicenda Salvini «dovrebbe rinunciare all’immunità evitando che il Parlamento si pronunci sulla richiesta della magistratura», ha detto Alessandro Di Battista. Ipotesi non peregrina, perché Salvini ancora non si è espresso ufficialmente ma ha spesso pronunciato frai che lasciano intravedere questa possibilità. «Io dovrei essere processato perché ho difeso i confini del mio Paese? Sono pronto, non ho alcun problema», ha detto ieri,  «I porti sono e rimangono chiusi, mi arrestino pure».
L’ultimo riferimento è al caso attuale della nave Sea Watch, bloccata al largo della Sicilia. Ieri i parlamentari Fratoianni (Leu), Prestigiacomo (FI, generando un’ondata di proteste dentro il suo partito) e Magi (+Eu) sono sbarcati dalla nave Sea Watch dove hanno incontrato i 47 migranti in attesa di sbarco: «Facciamoli scendere subito, la situazione è critica e mostrano i segni delle torture subite in Libia», hanno detto. Ma il governo non cambia linea: per i 5 Stelle i migranti vanno fatti sbarcare (per Salvini no), ma devono subito essere trasferiti in Olanda. 
Intanto Macron attacca il governo italiano: «Il popolo italiano è nostro amico e merita dei leader all’altezza della sua storia». Replica Di Maio: «Chi è all’altezza lo lasci decidere al popolo».

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