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Dalla Luna alla Luna La nuova corsa 50 anni dopo

Spazio

Cinquant’anni fa gli americani lasciano le prime impronte umane sulla Luna. Quest’anno i cinesi hanno fatto germogliare per la prima volta del cotone sul nostro satellite. Il cinquantenario dello storico evento viene celebrato con uno sguardo più al futuro che al passato. Infatti dopo anni di stanca è decisamente ripartita una corsa allo Spazio e alla Luna in particolare. Una corsa competitiva ma che a differenza del periodo della Guerra Fredda punta (almeno per ora) anche sulla collaborazione, quella fa pubblico e privato (la Nasa ha aperto bandi pubblici) e quella fra naioni diverse: fra quelle occidentali, ovviamente, ma anche con Russia e Cina. 
Per ora l’unica bandiera a sventolare sul suolo lunare è quella statunitense. La piantarono nel 1969 fa gli astronauti che per primi compirono «un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità», come recita la celebre frase di Neil Armstrong, primo essere umano sulla Luna. «Niente ha funzionato alla perfezione - dirà poi Armstrong - ma tutto è andato abbastanza bene da permetterci di atterrare». Le sue impronte sono ancora là. Con Armstrong, poco dopo, scende sulla Luna anche il suo compagno di viaggio Edwin Aldrin, mentre in orbita intorno alla Luna, a bordo della capsula madre Columbia, resta adaspettarli il terzo astronauta della Missione Apollo 11, Michael Collins (che era nato a Roma) che paradossalmente standolì sarà uno dei pochi terrestri anon poter vedere l’evento indiretta. A quell’operazione parteciparono ben 400 mila tecnici e scienziati per una spesa enorme per l’epoca. Da quel 20 luglio (il 21 presto per l’ora italiana) furono sei le missioni Apollo che compiendo allnaggi portarono sul suol o del satellite dodici astronauti. L’ultima missione con astronauti fu nel 1972. 
Da allora solo rover, per ora di tre nazioni: Stati Uniti, Unione Sovietica (uno) e Cina (negli ultimi anni). Ma adesso il fermento è notevole e molti altri si uniscono alla corsa verso lo Spazio, a partire dall’India che programma di essere il prossimo Paese ad allunare con un robot, ma che al pari delle altre grandi potenze progetta anche di portare di nuovo esseri umani sul satellite. Un sogno questo che si fa di nuovo più vicino: sia la Nasa che i privati americani, così come Mosca e Pechino nocnhé l’Europa stanno intensificando le loro attività verso la Luna ed esplicitamente progettano di riportarvi l’uomo. Anzi, la nuova frontiera è quella di costruire basi lunari. L’interesse a questo tipo di azione è molteplice: sulla Luna ci sono numerose possibilità di sfruttamento minerario, ma l’altro tema ricorrente è quello di utilizzare il satellite come base intermedia per partire verso Marte. 
Tutti progetti che non sono fantascienza ma hanno aspetti ormai molto concreti. La nasa ha lanciato progetti ufficiali e bandi pubblici per avere collaborazioni anche private in questa direzione. La Cina come detto si impegna a fondo potendo permettersi di concentrare risorse senza badare troppo alle conseguenze. Per quanto riguarda la Russia, è stato più volte il presidente Putin in persona - seppure spesso in campagna elettorale - ad annunciare i programmi spaziali per la conquista della Luna. Una nuova sfida, quindi, ma che stavolta potrebbe richiedere più collaborazione.

Cina alla conquista delle stelle
È dall’inizio del millennio che la Cina ha quasi improvvisamente deciso di lanciarsi nell’avventura spaziale, e lo sta facendo con intensità: ha appena raggiunto per prima il “lato oscuro” della Luna, un’impresa tecnologica rilevante arricchita dal fatto di essere stata la prima a portare sul satellite vita animale e vegetale. D’altro canto ha già progettato autonomamente tre stazioni spaziali e mandato da sola 12 taikonauti nello Spazio a partire dal 2003. Per la fine del 2019 intanto è prevista una seconda missione sulla Luna che stavolta riporterà per la prima volta in Cina campioni di suolo lunare. A giugno Pechino prevede di effettuare un lancio di prova di un nuovo veicolo spaziale con equipaggio (ma il primo lancio sarà senza esseri umani). I piani futuri includono tra l’altro una nuova stazione spaziale, una base lunare, e la prova di una missione di ritorno da Marte.

Un anno spaziale
Calendario fitto di eventi importanti e di possibili ulteriori sorprese quello del 2019. Le compagnie private SpaceX e Boeing sperano di lanciare  per la prima volta gli astronauti della NASA all’interno di astronavi commerciali. Elon Musk potrebbe anche condurre un lancio di prova della navicella spaziale “Starship”. E dopo i casi sulla ISS, potrebbe partire il “turismo spaziale” intorno alla Luna, per il quale Musk ha appena venduto i primi biglietti. Molti poi gli eventi previsti che riguardano la Luna, e sono attesi risultati da diverse sonde che sono in giro per il Sistema Solare, anche presso lo stesso Sole. Tra l’enorme numero di satelliti pronti al lancio, ci sono anche quelli di One Web e di Space X che vogliono fornire una rete internet a tutto il pianeta. Il numero di lanci, che dallo Sputnik del 1957 ha superato quota 5.700, è destinato ad aumentare.

OSVALDO BALDACCI

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