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In Venezuela è crisi Una polveriera internazionale

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La comunità internazionale si è spaccata dopo l’autoproclamazione del leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidò, a presidente ad interim del Venezuela, in aperta sfida a Nicolas Maduro. Da una parte, Cina, Russia e Turchia si schierano con il capo dello Stato e condannano le «ingerenze esterne»; dall’altra, Stati Uniti, Europa e diversi Paesi sudamericani appoggiano il presidente del Parlamento e capo dell’opposizione, salutando il suo tentativo come l’avvio di un percorso democratico. 
Intanto a Caracas le Forze Armate mantengono la loro fedeltà a Maduro, e in piazza si affrontano le fazioni opposte con almeno 26 vittime già accertate. 
In Italia il fronte politico si è spaccato tra chi - da Salvini a Forza Italia - ha auspicato la rapida fine del regime dittatoriale di Maduro, a chi invece ha mantenuto una posizione più cauta, come il Movimento 5 Stelle («No a ingerenze esterne nelle scelte politiche del popolo venezuelano» sostengono diversi esponenti) e il premier, Giuseppe Conte, che si è detto fortemente preoccupato «per i rischi di un’escalation di violenza» e ha auspicato «un percorso democratico che rispetti libertà di espressione e volontà popolare». «La nostra prima preoccupazione è per i cittadini venezuelani, consapevoli che molti hanno origini italiane. Siamo impegnati affinché nei tempi più rapidi inizi un percorso di democrazia», scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Da segnalare poi una gaffe della Cgil riunita a congresso: prima è stata annunciata una mozione a sostegno di Maduro, poi è arrivata la smentita.
Intanto gli Stati Uniti hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sul Venezuela per sabato mattina. Ma la Russia non sembra favorevole, ritenendo che si tratti di una questione interna al Venezuela. 
Quanto a Papa Francesco, è arrivato a Panama ma ha il cuore nelle strade insanguinate di Caracas. Prega per i morti negli scontri con l’esercito e appoggia tutti gli sforzi che permettano di risparmiare nuove sofferenze al popolo, assicura il suo portavoce.
Il Venezuela, dove ci sono 160 mila italiani e 1,5 milioni di discendenti, è un paese petrolifero ma vive da anni una profondissima crisi economica che ha ridotto la popolazione allo stremo.

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