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Salemme: «Io e Abatantuono come Fabrizi e Totò»

Vincenzo Salemme Diego Abatantuono Compromessi Sposi

CINEMA La fashion blogger di Gaeta figlia del sindaco  e il ragazzotto aspirante cantautore figlio del ricco milanese di turno. E il copione Sud contro Nord è servito. In commedia ma con riferimento alla politica «nel senso che la politica fa parte del film ma solo in modo laterale, l’obiettivo è raccontare la difficoltà d’incontro tra due famiglie che non si somigliano, se non nel fatto che si tratta di una tipologia di famiglia in cui i padri sanno poco e poco si occupano dei figli, direi che è un film sulle famiglie, sugli errori dei padri e sui padri che riconoscono i loro errori». Parola del regista Francesco Miccichè che in Compromessi Sposi (dal 24 in sala) dirige Vincenzo Salemme e Diego Abatantuono, padri di due promessi sposi e l’un contro l’altro armati.

«Il mio personaggio è fragile e nasconde la sua debolezza seguendo rigidamente le regole, mi son sentito molto Aldo Fabrizi mentre Diego sembra Totò, stazza a parte» chiosa Salemme. E Abatantuono: «Ormai per questioni anagrafiche faccio sempre il papà, ma per fortuna nei film succedono le cose che nella vita quotidiana non accadono e posso dire che qui si vivono i contrari, qui quello che si arrangia alla faccia delle regole è quello del Nord e non quello del Sud e il mio personaggio è chiaramente un berlusconiano che ha fatto i soldi in quel periodo e cui è rimasto un po’ di Berlusconi dentro».

 

SILVIA DI PAOLA

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