Fatti&Storie

Chiuse le indagini sul Salone del libro

TORINO

TORINO Falso in bilancio, peculato e turbativa d’asta: queste le accuse a vario titolo contestate alle 29 persone indagate dalla Procura di Torino nell’inchiesta sulla vecchia gestione del Salone del Libro.

Tra gli indagati, l’assessora regionale alla Cultura Antonella Parigi, l’ex sindaco Piero Fassino e l’ex presidente della fondazione per il libro Rolando Picchioni, oltre a funzionari, revisori dei conti, banchieri e amministratori. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pm Gianfraco Colace e dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta, i conti della Fondazione tra il 2010 e il 2015: prese vita dalle vicende giudiziarie di Picchioni, a cui si contestano spese personali per 800mila euro.

«Chiunque mi conosca - è la reazione dell’ex sindaco Fassino - sa che ho sempre esercitato ogni incarico istituzionale affidatomi con rigoroso rispetto delle leggi e scrupolosa tutela dell’interesse pubblico. E senza alcun interesse personale». Reazione immediata anche dell’assessora Parigi: «Rinnovando la mia piena fiducia nella magistratura, voglio ribadire la forte convinzione di aver sempre agito correttamente con l’obiettivo di perseguire le finalità di pubblico interesse della Regione che ho cercato sempre di rappresentare con tutto l’impegno di cui sono capace».

Sulla vicenda si è espresso anche il presidente della regione Sergio Chiamparino: «Abbiamo sempre operato in modo trasparente e con l’unico obiettivo di salvaguardare e sostenere al massimo il Salone, la più importante manifestazione culturale torinese».

CRISTINA PALAZZO

Articoli Correlati
Fatti&Storie