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In “Glass” Shyamalan sbatte i supereoi in manicomio

Cinema/Glass

ROMA Ha ricominciato da “Split”  M. Night Shyamalan, capace di coniugare creatività, autonomia e mercato ai tempi de “Il sesto senso”. Poi a quello  “Split” con il terrificante Kevin Crumb e la sua personalità multipla ha aggiunto “Unbreakable” mettendo insieme  l'invincibile uomo di vetro e lo psicopatico Crumb.

Eccolo “Glass”, uno dei più attesi film dell'anno (da oggi in sala), con i noti David Dunn (Bruce Willis), Kevin Crumb (James Mcavoy) e Elijah Price (Samuel Jackson) catturati e rinchiusi in un supermanicomio in cui si cerca di stroncare la loro convinzione di essere fuori norma: insomma, supereroi.

Eccola, allora,  la domanda che rimbalza per tutto il film: «Se crediamo di essere supereroi, lo siamo davvero, anche se si tratta di una illusione?».

E, continua il regista: «Mi interesso di psicologia da sempre, mi  trovo a mio agio a trattare questi temi. Il risultato dell’incontro tra questi personaggi provenienti da film che sono stati realizzati a 16 anni di distanza l’uno dall’altro mi ha fatto provare una profonda nostalgia perché questo film abbraccia gran parte della mia vita professionale. Gli spettatori attendono con ansia questo  film perché sono legati a uno o entrambi i capitoli precedenti e ciò determina un tipo di rapporto con il pubblico che non avevo mai sperimentato prima».

SILVIA DI PAOLA

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