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Il Tar chiede la campagna contro i rischi dei cellulari

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Una campagna informativa sui rischi per la salute e l'ambiente legata alle corrette modalità d'uso di telefoni cellulari e cordless fu preannunciata sette anni fa dal Ministero della Salute ma "nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso non risulta essere stata ancora attuata". Lo sottolineano i giudici della sezione terza quater del Tar del Lazio accogliendo parzialmente il ricorso proposto dall'Associazione per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog che stigmatizzava "l'inerzia serbata dalle Autorità intimate  in relazione all'atto di diffida formulato dalla stessa ricorrente del 28 giugno 2017 diretto a promuovere l'adozione di provvedimenti finalizzati all'informazione capillare della popolazione, compresa la fascia dei soggetti più a rischio (bambini, adolescenti) sui rischi a breve e lungo termine per la salute dovuti all'uso dei telefoni mobili e sulle indispensabili misure cautelative da adottare durante il loro utilizzo".

Ministero della Salute. Per i giudici amministrativi di primo grado "dagli atti depositati in giudizio risulta che già il 16 gennaio 2012 il Ministero della Salute, in riscontro ad una precedente richiesta di uno dei procuratori dell'Associazione ricorrente, aveva evidenziato che il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all'uso del cellulare fosse alla costante attenzione del Ministero stesso". Nella stessa nota, il ministero aveva evidenziato che "il Consiglio Superiore di Sanità, in un parere del 15 novembre 2011, aveva rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non fosse dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l'ipotesi di un rapporto causale non potesse essere del tutto esclusa in relazione a un uso molto intenso del telefono cellulare" e che lo stesso Consiglio Superiore di Sanità aveva comunque raccomandato di mantenere vivo l'interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema, in attesa che le nuove conoscenze risolvessero le attuali aree di ricerca, suggerendo l'avvio di una campagna di informazione al pubblico". 

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