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Battisti: «Sono malato e sono cambiato»

il caso battisti

ROMA «Mi dite in quale parte del mondo mi trovo? Ormai è tutto finito: ho 64 anni, sono malato, sono cambiato». Sono le prime parole di Cesare Battisti dal carcere di Oristano, dove è stato portato lunedì dopo l’arrivo dalla Bolivia. A riferirlo è l’ex deputato sardo Mauro Pili, secondo il quale l’ex terrorista avrebbe anche detto: «Non mi dichiaro innocente, ma nemmeno mi accollo tutto ciò di cui mi accusano». Battisti ha trascorso la prima notte in una cella del blocco AS2, poi è stato sottoposto a nuovi controlli medici, dopo la visita eseguita al suo arrivo nell’istituto di pena di alta sicurezza dove sono reclusi diversi esponenti della criminalità organizzata e dov’è stato detenuto anche Massimo Carminati.

In stretto isolamento

Battisti, rinchiuso in una cella da solo dove sarà sottoposto ad un regime di isolamento diurno per sei mesi, ha poi ricevuto la visita dell’avvocato difensore. Intanto i poliziotti che lo hanno catturato e portato in Italia raccontano come la caccia si è conclusa: l’ex terrorista dei Pac è stato tradito dalla sua passione per le passeggiate, il che ha consentito agli agenti italiani che erano in Bolivia dal 5 gennaio di poter tenere d’occhio una persona le cui caratteristiche fisiche rimandavano al ricercato. Battisti era stato “tracciato” a dicembre attraverso un telefonino che aveva in uso e questo ha permesso di restringere il raggio degli investigatori a due quartieri di Santa Cruz de la Sierra. Non si placano intanto le polemiche sulla spettacolarizzazione del ritorno dell’ex terrorista.

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