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Rifiuti, mappa dei siti Si scatena di nuovo il caos

Roma

"Con riferimento ad alcuni articoli di stampa sulla presunta individuazione di alcuni siti erroneamente ritenuti idonei per il conferimento e il trattamento dei rifiuti di Roma, siti che sarebbero stati posti ieri all'attenzione della cabina di regia voluta dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa, il ministero precisa che si tratta di ricostruzioni assolutamente fantasiose". Così in una nota il dicastero dopo alcuni articoli apparsi sui giornali per fare chiarezza. "La Città Metropolitana non ha individuato alcuna area per la realizzazione di discariche per i rifiuti nel territorio della capitale o dell'area metropolitana - spiega il Ministero - ma si è limitata a confermare la planimetria già inviata nel marzo 2018, indicando le aree vincolate e quindi non idonee.    La mappa nuovamente confermata con delibera dalla Città Metropolitana del 20 dicembre e trasmessa alla Regione Lazio, con mero atto amministrativo previsto dalla legge, riportava le aree indicate dai Comuni dell'area metropolitana come idonee alla realizzazione di impianti. Spetta esclusivamente alla Regione Lazio, nell'ambito del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, la scelta dei siti idonei per gli impianti e la loro tipologia".

Le aree individuate. Un’area libera sarebbe stata individuata vicino Cerveteri, altre sarebbero dentro il Comune di Roma nei municipi XI, XII, XIV e in zona Tiburtina verso Guidonia. 

"Nessuna discarica". "In merito ad alcune ricostruzioni giornalistiche si precisa che la Città metropolitana di Roma non ha indicato alcun sito per la realizzazione di discariche per i rifiuti nel territorio della Capitale o dell'area metropolitana". La mappa trasmessa lo scorso 22 dicembre alla regione Lazio, si legge in una nota, "con mero atto amministrativo previsto dalla legge, riporta le aree indicate dai Comuni della area metropolitana come idonee alla realizzazione di impianti la cui definizione spetta esclusivamente alla Regione Lazio. Sarà quindi quest'ultima, nell'ambito del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti (l'ultimo risale al 2012), a individuare le tipologie di impianti di smaltimento da realizzare e la loro ubicazione".

La Regione. Nel corso della riunione di ieri al Ministero dell'Ambiente, la Regione "ha finalmente acquisito dopo molte e ripetute richieste le due nuove cartografie elaborate dalla Città metropolitana di Roma, a cui spetta come stabilisce l'art. 197 del DLgs 152/2006 al comma 1 lettera d, 'l'individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all'art. 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e delle previsioni di cui all'art. 199, comma 3, lettere d) e h), nonché sentiti l'Autorità d'ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti". Lo comunica in una nota la Regione Lazio. Ai sensi della stessa legge - si precisa ancora nella nota - compete alle Regioni: "la definizione di criteri per l'individuazione, da parte delle province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali indicati nell'articolo 195, comma 1, lettera p); o) la definizione dei criteri per l'individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento e la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui all'articolo 195, comma 2, lettera a), di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare".  "Da parte sua - aggiunge la nota - la Regione ha inoltre il compito di redigere il Piano rifiuti, promuovendo politiche attive per ridurre la produzione dei rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e stimare il fabbisogno impiantistico dei singoli ambiti provinciali. La localizzazione degli impianti, tra le aree ritenute idonee dalla Città metropolitana di Roma e dalle altre province del Lazio, è invece una competenza degli enti locali, frutto del lavoro e delle scelte delle varie amministrazioni. La Regione Lazio ha inoltre richiesto, ai sensi della stessa legge, al Comune di Roma l'aggiornamento del Piano Industriale di Ama per conoscere il fabbisogno impiantistico previsto per la gestione del ciclo dei rifiuti della Capitale. Queste sono attribuzioni previste dalla legge e non sono suscettibili di interpretazioni di parte. La Regione conferma infine che approverà in Giunta il Piano rifiuti entro il mese di gennaio". 

Fiumicino.  "Levatevi dalla testa l'idea di portare una discarica territoriale nel nostro Comune". A dichiararlo in una nota è il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, rivolgendosi alla Città Metropolitana che avrebbe consegnato alla Regione una mappa in cui tra le zone indicate come idonee per la realizzazione di impianti di smaltimento dei rifiuti, ci sarebbe anche un'area a cavallo tra Cerveteri e lo stesso Comune di Fiumicino. "Ribadiamo in particolare ancora una volta – prosegue il sindaco Montino – che la zona di Pizzo del Prete non è area bianca, come erroneamente indicato dalla Città Metropolitana, e quindi in teoria idonea alla realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti. Già in passato avevamo richiesto la revisione di questa cartografia sbagliata, che ignora pareri, vincoli territoriali, archeologici, ambientali e idrogeologici, che di fatto escludono quest'area dalle cosiddette zone bianche". "Per di più – aggiunge – appare illogico e paradossale decidere di realizzare una discarica all'interno di un Comune che, tra grandi difficoltà, in pochi anni è riuscito a superare l'80% della raccolta differenziata su tutto il territorio, con selezione e riciclo dei rifiuti trattati". "Per questo – conclude Montino – al sindaco Raggi e ai suoi tecnici dico: scordatevi di portare la discarica da noi, per risolvere i problemi della Capitale. Noi ci batteremo e saremo sempre al fianco dei nostri cittadini perché questo non avvenga". 

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