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Sul Reddito è scontro E i fondi calano ancora

GOVERNO

Benché il premier Conte abbia promessoche domani il decreto su reddito di cittadinanza e Quota 100 sarà in Consiglio dei Ministri, continuano a sollevarsi tensioni e a verificarsi modifiche nell’assetto del provvedimento. La Lega ieri ha detto in modo neto che non lo sosterrà se - come pare - non ci saranno i fondi per i disabili e le famiglie. Intanto lo stanziamento per il reddito è sceso di qualche centinaio di milioni. Per quanto riguarda gli stranieri, potranno accedere al reddito di cittadinanza quanti risiedono «in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda», di cui però solo gli ultimi due in modo continuativo. Ci sarebbe anche la misura per dare poco meno di 5000 euro in quota unica a chi rinuncia al reddito di cittadinanza per mettersi in proprio. Per Quota 100, i lavoratori che decideranno di andare in pensione dovranno aspettare per riscuotere il trattamento di fine rapporto fino «al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione» con le vecchie regole. Prorogate Opzione donna e Ape sociale. 

Brennero sì, trivelle forse. Tav congelata. È perentorio il ministro Danilo Toninelli nel replicare alle accuse di milena Gabanelli di aver provocato incertezza e disoccupazione nel settore delle opere pubbliche, a causa dei tentennamenti di questi mesi relativi non solo alla Tav ma anche al Terzo Valico e al tunnel del Brennero. Il responsabile del Mit sul Tunnel del Brennero spiega che «non si può chiudere», ma «bisogna farlo meglio». Di fatto, precisa, l’unica infrastruttura che il governo ha congelato finora è la Torino-Lione. In attesa della ormai fantomatica analisi costi benefici che «arriverà nei prossimi giorni», per non creare l’ennesimo incidente con l’alleato leghista, da sempre favorevole all’opera. Finora tutto è andato storto, però, al M5S, che ha già dovuto piegarsi su Tap e Terzo Valico, e a breve potrebbe essere costretto a farlo anche su Tav. Oltretutto, in questo quadro di difficoltà politica, non giovano le posizioni della Lega, decisamente favorevole a tutte queste grandi opere. Toninelli ha poi rivelato di avere grandi aspettative anche sul nuovo management di Anas, perché finora l’azienda, «come principale stazione appaltante, non ha fatto bene il proprio mestiere». Ora, però, «partiremo per ribaltare l’azienda come un calzino». 
Ministro contrario anche alle trivellazioni, come il premier Conte, che ha dichiarato: «Il governo sta evitando che siano concessi permessi su trivellazioni. Quelli nello Ionio erano stati completati dai governi precedenti».

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