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Resa dei conti nel M5S: espulsi De Falco e altri 3

M5S

Resa dei conti nel M5S: sono stati espulsi i senatori dissidenti De Falco e De Bonis e gli eurodeputati Moi e Valli. De Falco aveva votato contro il decreto Sicurezza mentre De Bonis non aveva partecipato al voto. L'espulsione dei due senatori - viene spiegato in un post - nasce per le seguenti violazioni: per De Falco, per le "reiterate violazioni dell'articolo 11 dello Statuto" e "dell'articolo 3 del Codice Etico", mentre a Saverio De Bonis vengono imputate la violazione dell'articolo 11 dello Statuto e degli articoli 6 c.4 del Codice Etico. Il senatore Lello Ciampolillo - anche lui non aveva partecipato al voto sul dl Sicurezza - ha subito solo la sanzione del richiamo. 

Fattori e Nugnes. Nei confronti di Elena Fattori e Paola Nugnes "i procedimenti disciplinari sono ancora pendenti". Nessuna sanzione invece per i senatori M5S Matteo Mantero e Virginia La Mura, per i quali "i procedimenti disciplinari sono stati archiviati". 

De Falco.   "Io sono e rimango dentro il Movimento", dice il senatore Gregorio De Falco dopo l'espulsione. "Il gruppo Misto di Palazzo Madama? Non so cosa farò, non sono pratico di queste cose, non so cosa dovrò fare, se mi faranno cambiare posto ma io sono e rimango dentro il Movimento".  "Certo non me l'aspettavo", ribadisce. E sui tempi dell'espulsione, l'ultimo giorno del 2018, si limita a dire: "Questa è una questione estetica che lascia il tempo che trova...". "Spero che il Movimento in autotutela corregga questo grave errore perché è un provvedimento sbagliato nel merito, incostituzionale e sanziona l'espressione di opinione e di voto in contrasto con le tutele prestate ai parlamentari dall'articolo 68", aggiunge De Falco. "Per quanto riguarda il caso del decreto Sicurezza - ha continuato De Falco - si dovrebbe sapere che, nonostante alcuni di noi avessero chiesto un confronto interno al Movimento e quindi che si parlasse del tema, non ci è mai stato concesso. All'interno del Movimento è difficile parlare di politica. Un partito politico deve essere un luogo in cui si parla liberamente di politica e prima di andare ad esprimere una posizione di sintesi occorre confrontarsi", ha concluso.

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