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Cortellesi, una befana tutta da ridere

Paola Cortellesi La Befana vien di notte

CINEMA Vuole essere un “cinecarbone” per Nicola Guaglianone che l'ha scritto e per Michele Soavi che lo ha diretto e, di certo, una befana così non l'abbiamo mai  vista. Una befana part time, assennata maestra di giorno e da mezzanotte, invece, streghetta befana che scorazza per i cieli sul manico di scopa e ha sulle spalle più di 500 anni. Simpatica da morire, anche perché ha la faccia di Paola Cortellesi in questo “La befana vien di notte” (dal 27 in sala) in cui dovrà vedersela col panciuto bimbo rancoroso  e mai cresciuto (Stefano Fresi) che vuole farla fuori.

«Ho  accettato subito perché io ce l’ho dentro la befana – dice la Cortellesi – E poi lei è una supereroina,come un po' tutte le donne. Si dà molto da fare. Di giorno è una maestra e quindi ha l’enorme responsabilità dell’educazione e insegna ai suoi alunni per prima cosa che solo in squadra si cresce e si vince. Insomma è una donna che fa molto per i bambini e per difendersi dal maschilismo di chi dà a Babbo Natale la possibilità di viaggiare comodo, di essere sempre amato, di diventare persino il testimonial di prodotti importanti. L'ho molto amata e, a a parte le cinque ora di trucco, la neve vera, il freddo polare, non è stato difficile diventare la befana, anzi ho potuto fare tutto ciò che di solito non si fa, anche volare».

Che cosa si aspetta dal film? «Spero che diventi un classico, spero che piaccia ai ragazzini, è per loro e per chi con loro vuol tornare a giocare. E poi si fanno troppi pochi film per ragazzi. E invece c’è bisogno di film che alimentino i sogni. Film che servono anche agli adulti perché attraverso i sogni i grandi si ricordano come erano e ciò che hanno perso. Il mio classico di riferimento è sempre stato ET ma ora è il tempo della befana».

Così l'attrice che ha anche pensato a 'preparare' sua figlia, a scanso di equivoci: «L’ho fatta venire sul set proprio per convincerla che io sono un’attrice e sto interpretando un personaggio davvero esistente. Lei mi ha chiesto se la befana ha visto il film. E io le ho detto non ancora». E, detto ciò, sarà quel che sarà: «Arriverà nei cinema la stessa settimana di Mary Poppins? Certo non ne sono felice ma la differenza tra la Befana e lei sta nel fatto che Mary non esiste, la befana si».

 

 

SILVIA DI PAOLA

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