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Sgomberati all'alba i migranti nell'ex Moi

TORINO

Per l’ex Moi la giornata è iniziata all’alba, quando sono riprese le operazione di sgombero “dolce”, ed è terminata nel primo pomeriggio in Comune con la sindaca e il prefetto che hanno parlato di «un intervento definitivo». Ore in cui i 57 migranti, originari del Ghana. Mali, Nigeria e Ciad che erano negli scantinati dell’ex villaggio olimpico di Torino, dal marzo 2013 occupato da rifugiati e richiedenti asilo, sono stati identificati e sistemati in altre strutture. Non appena saranno ricollocati, come da progetto in cui sono impegnati Prefettura, Questura e Comune di Torino, insieme con la Diocesi, la Regione e la Compagnia di San Paolo, si procederà al trasporto degli oggetti, anche ingombranti che per molti di loro sono una fonte di reddito grazie alla riparazione. Gli elettrodomestici faranno parte di un progetto di laboratori in collaborazione con le cooperative.
«Si è completata l’operazione iniziata un anno fa, ora le persone saranno ricollocate in luoghi più dignitosi per poi avviare un percorso di autonomia», spiega Sonia Schellino, assessora ai servizi sociali durante la conferenza in Comune. «Siamo molto soddisfatti perché non era semplice intervenire negli scantinati invece abbiamo portato a casa un risultato importante», sottolinea la sindaca Chiara Appendino. «Questo è uno sgombero definitivo - aggiunge ribadendo che entro fine mandato l’obiettivo è liberare le quattro palazzine - Amiat interverrà per rimuovere la spazzatura poi verranno chiusi gli accessi. È il terzo passo che facciamo nell'ambito di una priorità che ci siamo dati: dare dignità a persone che vivono una situazione non dignitosa e far partire la  riqualificazione dell’area». «L’operazione si è svolta senza problemi di ordine pubblico -, conclude il prefetto Claudio Palomba -. Il Ministero dell'Interno ha stanziato per lo sgombero un ulteriore milione e 340 mila euro che ci consentirà di proseguire». CRISTINA PALAZZO

 

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