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Paola Saluzzi: "La tv? Vincono i contenuti"

INTERVISTA

TV  Paola Saluzzi, giornalista e conduttrice tv, è ora al timone de "L'Ora Solare", su Tv 2000, in onda dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15. 

Sono le 9 del mattino. È sveglia da molto o la signora che per qualche anno ha dato il buongiorno agli italiani ha preso ad alzarsi un po' più tardi?
(ride, ndr) «Comunico ufficialmente che non mi sveglio più alle quattro del mattino. Ma comunque continuo ad alzarmi presto, tra le 5.30 e le 5.45. In compenso, sono una dormigliona tipo Eta Beta, che riusciva a prendere sonno anche sui pomelli. Quelle alzatacce mi hanno insegnato a dormire ovunque».  

È la prima volta che intervisto un Cavaliere della Repubblica. Devo chiamarla Cavaliere o anche Paola va bene? 
«Beh, se mi chiama Cavaliere le dico "la prego cambiamo tono". Ma ci tengo davvero molto a questa importante onoreficenza, che conservo a casa in bella mostra».

Eccola a TV2000, con un programma nuovo, "L'Ora Solare". Partiamo dal nome. 
«Per questo si sono fidati di me. Sono una persona solare, me lo riconoscono tutti, e perciò ho pensato che questo fosse il nome giusto da proporre. Non vuol dire che nella vita tutto va sempre bene, ma che da situazioni spesso difficili si riesce a far scaturire uno spicchio di sole». 

Un'ora al giorno di storie e messaggi importanti: quanto contano ancora, in una tv sempre più povera di contenuti?
«Contano molto. I contenuti esistono ancora nella tv, sono solo cambiate le regole: di sicuro c'è una maggiore spettacolarizzazione, ma i valori forti ogni tanto escono fuori. E fanno la differrenza».

L'ho vista, splendida padrona di casa, con Lavinia Biagiotti. 
«Quella con Lavinia è stata una puntata importante: volevo e voglio un gran bene a Laura (Biagiotti, ndr),  per ciò che è stata e che continua ad essere. La storia  di Lavinia è quella di un dolore profondo, ma anche della consapevolezza che la vita può riprendere, se ti predisponi a far sì che accada».  

Però l'ho vista anche con Vissani. Non mi starà mica preparando una svolta "food" per caso?
«No (ride, ndr). Vissani non era mai stato a Tv2000, e per farlo cucinare gli ho dettto che, se non l'avesse fatto, avrei cucinato io: è venuto con alcuni assistenti e si è messo a preparare una pasta e fagioli. La cucina, del resto, è un formidabile veicolo di tradizioni e divertimento». 

Tv2000 è la televisione della Conferenza Episcopale Italiana. Posso chiederle quale è il suo rapporto con la fede?
«Certo. È un rapporto trasparente, sincero ed autentico. È stato un dono che mi ha fatto mia madre. Con lei tutto è stato naturale: credere, andare in chiesa, accendere le candele. So quanto costa la conquista della fede, ma per me è stata una cosa del tutto normale». 

Lei ha iniziato la carriera con Sergio Zavoli. Quanto ha contato?
«È stato un maestro. Quando l'ho visto la prima volta avevo il batticuore. Seguirlo, mi creda, è stato un privilegio». 

ANDREA BERNABEO

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