Spettacoli

«La donna elettrica è una fiaba ecologica»

Halldóra Geirharðsdóttir Hanna

CINEMA Hanna che con tutti i mezzi si oppone alle multinazionali che stanno rovinando la sua Islanda. Hanna che sembra una lavoratrice come tante e, invece, ha una sua vita segreta. Hanna che è sempre pronta a prendere arnesi e armi per le sue pericolose azioni di sabotaggio. Hanna che vuole anche diventare mamma. Hanna a cui una bimba da adottare capovolgerà il mondo. Hanna la combattente. E lei la straordinaria protagonista de La donna elettrica, da oggi nelle nostre sale dopo essere stato applaudito a Cannes, scelto per rappresentare l’Islanda nella corsa agli Oscar e aver ispirato un prossimo remake americano che Jodie Foster dirigerà e interpreterà. E scusate se è poco.

Lo interpreta Halldóra Geirharðsdóttir, e lo firma uno dei più noi uomini di cultura islandese, l’attore-regista Benedikt Erlingsson, che non sa bene come definirlo: «Il genere è qualcosa su cui ragionare solo dopo aver partorito un film. Alcuni lo hanno definito una commedia o un dramma o addirittura un eco-thriller. A me piace considerarlo una fiaba».
Una fiaba sulla natura da salvare e sulle donne che possono salvare il mondo?
«Sì, per me i diritti della natura andrebbero considerati al pari dei diritti umani. Qui questo tema diventa una commedia, ma in alcuni paesi, è piuttosto l’argomento per una tragedia. Voglio ricordare Berta Ca´ceres in Honduras e Yolanda Maturana in Colombia, attiviste per l’ambiente assassinate da chi aveva grandi interessi nelle terre che esse difendevano. Delle eroine».

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