Meteo
 


Fatti&Storie

Dopo la nube nera Roma è in ginocchio

rifiuti

ROMA Un odore acre di bruciato, una nube visibile da gran parte della città e tanta paura. Così Roma si è svegliata martedì mattina, dopo che nella notte un gigantesco rogo - per cause ancora sconosciute - si è sviluppato in una vasca di ricezione dei rifiuti indifferenziati nello stabilimento di trattamento sulla via Salaria, alla periferia nord-orientale della Capitale. Ben 40 uomini e 12 squadre dei vigili del fuoco sono stati impegnati dalle 4.30 sino a mezzogiorno per domare le fiamme nell’impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb) - osteggiato da anni dai residenti - dove è andato distrutto un capannone di duemila metri quadrati. Secondo Daniele Fortini, già presidente del cda di Ama, sono bruciate «tremila tonnellate di rifiuti, che hanno sprigionato la quantità di diossina che 100 inceneritori fanno in un anno». La sindaca Virginia Raggi ha però riferito che secondo le rilevazioni dell’Arpa «i valori degli inquinanti nell’aria sono a livelli ordinari». Il Campidoglio ha invitato per precauzione i romani a tenere le finestre sbarrate.

Indagine della Procura

La Procura di Roma indaga per disastro colposo e non esclude anche l’ipotesi di reato di danneggiamento seguito da incendio. Titolare dell’inchiesta è il pm Carlo Villani, che già si occupa di un fascicolo sull’impianto per il reato di inquinamento ambientale e attività di rifiuti non autorizzata. Durante un primo sopralluogo è emerso che le telecamere di sorveglianza non erano in funzione dal 7 dicembre. Ora si acuisce l’emergenza rifiuti nella Capitale. Secondo Fortini siamo di fronte «ad una catastrofe: l’impianto del Salario è distrutto e andrà demolito» e, di conseguenza, «l’Ama e la raccolta di rifiuti a Roma, con un solo impianto funzionante, sono in ginocchio» perchè l’impianto era fondamentale per trattare i rifiuti e renderli trasportabili in altre Regioni e all’estero. «Nel 2019 l’impianto del Salario avrebbe dovuto smaltire 200 mila tonnellate di rifiuti - ha ricordato Fortini - dove andranno?».

Appello a tutte le Regioni

Per questo dalla sindaca Raggi, dal premier Conte e dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa è partito un appello a tutte le Regioni perchà aiutino la Capitale: «Ora dobbiamo risolvere la questione delle 800 tonnellate che ogni giorno arrivavano al Tmb Salario e che devono trovare ospitalità altrove», ha detto il ministro. La sindaca Raggi, dopo aver lanciato un Sos «a tutte le città del Lazio e alle altre Regioni», ha ribadito che manterrà l’impegno di chiudere l’impianto sulla Salaria.

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie