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Tav, dai sindaci uno schiaffo al no

TORINO

TORINO  Spacca «l’atto politico» dei sindaci della conferenza metropolitana di Torino che hanno votato la mozione SìTav (169 favorevoli, un contrario, 9 astenuti e 14 non partecipanti al voto). Così lo ha definito la sindaca Chiara Appendino che ha scelto di non partecipare al voto «ma sono rimasta in Aula per rispetto». Un voto che getta benzina sul fuoco polemico Tav già dalla discussione e gli applausi in Aula, dove erano presenti nel pubblico anche le Madamin.

«La sindaca è stata di fatto commissariata dagli altri primi cittadini. Dopo la piazza anche le istituzioni la sbugiardano», ha esordito il segretario torinese del Pd Mimmo Carretta commentando un voto che, secondo il presidente della Regione Sergio Chiamparino «ha fatto giustizia di cosa pensa sulla Tav e la crescita del Piemonte la comunità dell’area torinese, rappresentata dai suoi sindaci e non da chi è venuto da altre parti d’Italia, in alcuni casi col treno ad alta velocità». Proprio il presidente, però, secondo la consigliera regionale M5S Francesca Frediani con le sue parole «dà un’ultieriore dimostrazione della sua incapacità di comprendere e rappresentare i piemontesi».

Per i No Tav, che dicono di ricordare a fatica «un’altra riunione così partecipata», il voto «è una mossa elettorale di centrodestra e centrosinistra per provare a rispondere, senza successo, ai 70mila della manifestazione di sabato».

CRISTINA PALAZZO

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