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Con Biondi il “Brasil” è al centro

MARIO BIONDI

TORINO Alle spalle ha una carriera ultradecennale, iniziata un po’ a sorpresa nell’ottobre 2006 con This Is What You Are, pezzo intrigante, dal sapore soul-jazz, cantato in inglese con bella voce da crooner da un artista italianissimo. È il tormentone che ha lanciato Mario Biondi e rimane ancora oggi tra i pezzi forti del repertorio dell’artista catanese. Dopo quell’exploit Biondi ha pubblicato altri dischi e ottenuto un successo crescente (con fortunate escursioni anche all’estero), il tutto senza stravolgere più di tanto il suo stile, elegante e raffinato, venato di un piacevole gusto rétro.

Tra i momenti più alti della sua carriera spicca la collaborazione col grande Burt Bacharach, per il quale ha avuto l’onore di aprire alcuni concerti. L’anno scorso, invece, ha partecipato a Sanremo con Rivederti, seguito dal disco  Brasil, sentito omaggio al paese “carioca”, che sarà al centro del recital di mercoledì al teatro Colosseo (ore 21, da euro 34.50). Con lui sul palco una band d’eccezione, con i Quintorigo, Federico Malaman Original, Max Greco e Tosh the drummer.

Per stasera il Milk ospita il sassofonista Emanuele Cisi, figura di riferimento del jazz torinese, che pochi mesi fa ha pubblicato No Eyes-Looking at Lester Young, sentito omaggio a un genio del jazz. Per l’occasione  sarà accompagnato dalla ritmica resident Two Late, con Alberto Gurrisi all’organo e Laura Klain alla batteria (ore 22, euro 10).

 

 

DIEGO PERUGINI

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