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Watts & Harrelson: «Siamo due genitori folli»

Cinema/Il castello di vetro

ROMA «Dove abitiamo? Ovunque; papà dice che casa è dove ci troviamo», dice la bambina all’assistente sociale che le parla nell’ospedale in cui l’hanno portata ustionata «perché cucino sempre io quando ho fame, mamma non può smettere di dipingere». E, quando al padre chiede di andare a scuola, lui le risponde sorridente che «s’impara vivendo, tutto il resto è una menzogna». Vivere per lui significa  trascinare i figli da una casa all’altra, anche senza acqua ed elettricità. Ma una cosa gliel’ha insegnata: «Tutti i demoni sono uguali; quando li affronti a viso aperto scappano a gambe levate».

Ecco qualche immagine tratta dalla vera infanzia della giornalista Jeanette Walls, raccontata in un best-seller diventato film,  “Il castello di vetro” (da oggi in sala) per mano di Destin Daniel Cretton e degli ottimi interpreti, la giovane Premio Oscar Brie Larson e i veterani Woody Harrelson e Naomi Watts nei panni dei genitori.

«Due folli che però sapevano sognare - spiega Harrelson -, credevano in uno stile di vita alternativo e non si sono mai fermati, neanche davanti alle sofferenze e alle resistenze dei figli. Il padre che interpreto era  interessante: faceva cose discutibili, ma ha reso  eccezionale l'infanzia dei figli e sapeva essere amorevole; era un vero sognatore e lo spettatore si troverà spiazzato».

Per la Watts «Sono stati genitori che hanno danneggiato i figli ma erano audaci pensatori, amanti della vita e, soprattutto, lottatori per i loro diritti». 

SILVIA DI PAOLA 

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