Fatti&Storie

Aree pedonali No dei comitati

TORINO

ROMA «Un paradosso, la città della Fiat che tenta in tutti i modi di eliminare le auto promuovendo pedonalizzazioni e togliendo i parcheggi, e nessuno ascolta le nostre esigenze». Sin dalle prime reazioni dei comitati cittadini sembra chiaro che il piano comunale che prevede entro il 2020 sei nuove aree pedonali in diversi quartieri, non avrà vita facile.

Un progetto che costerà circa 500mila euro e sarà finanziato con fondi europei, nato per migliorare la viabilità attraverso l’eliminazione di posti auto, l’utilizzo di dissuasori e la realizzazione di aree verdi e spazi con panchine, fioriere e fontane.

Interesserà via Di Nanni nel quartiere Cenisia, basso San Donato dove si interverrà sulla viabilità tra corso Regina, corso Umbria e il fiume Dora; in Vanchiglia con via Sant’Ottavio e largo Montebello che diventeranno parzialmente pedonali, in piazza Arbarello, dove spariranno parte dei parcheggi, come anche in piazza Carducci e infine in Borgo Campidoglio con strisce blu e gialle.

«Come si può pensare un piano simile col trasporto pubblico che non va - spiega Federica Fulco, presidente di TorinoInMovimento - oggi che la crisi non consente iniziative per rivitalizzare il commercio penalizzato con la pedonalizzazione. Meno auto, inoltre significa anche meno viavai e meno sicurezza».

CRISTINA PALAZZO

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