Spettacoli

“Attila” di Livermore si sposta nel ‘900

Milano/Teatro alla Scala

MILANO Una città pronta a farsi conquistare dal re degli Unni. Mancano poche ore all’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala che domani, alle 18, apre con “Attila”, nona opera di Verdi. Il sipario del Piermarini si alza su questo melodramma che fa conoscere il terribile monarca che s’insediò a Milano nel 452 durante la sua campagna d’Italia, poco prima d’incontrare Papa Leone Magno sulle rive del Mincio. 

Amore e politica si fondono in questa partitura degli anni giovanili di Verdi. E anche la nostra politica è interessata ad “Attila” con presenze importanti in sala come quella del Presidente della Repubblica Mattarella con  tre ministri,  Bonisoli dei Beni Culturali, Bussetti dell’Istruzione e Tria dell’Economia.

Diretta sul podio da Riccardo Chailly e con la regia di Davide Livermore, l’opera viene proposta nella versione critica del 2012, con una compagnia di canto di respiro internazionale dominata, nel ruolo del titolo, dalla voce potente del più grande basso di oggi, il 42enne russo Ildar Abdrazakov, al suo terzo “7 dicembre”. Con lui  il soprano spagnolo Saioa Hernández, il baritono romeno George PeteanFabio Sartori.

La regia di Livermore ambienta la storia in un ‘900 distopico e toglie, per rispetto alle vicende di Genova, il crollo del ponte.

Attila”, trasmesso in diretta su Rai1, Rai1 HD e su Radio3, viene diffuso in 37 luoghi della città con proiezioni su maxischermo che vanno dall’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II al carcere di San Vittore, dal Teatro Munari al Mercato Comunale Ferrara dove l’opera  entra per la prima volta.

ANTONIO GARBISA

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