Spettacoli

Al cinema le ossessioni di Maggie Gyllenhaal

Cinema/Lontano da qui

ROMA Una donna di mezza età che ha visto frantumarsi (quasi) tutti i suoi sogni, che insegna in una scuola d'infanzia e naviga nelle sue giornate senza più passione. Un bambino che incarna  molti dei suoi sogni, un genio capace di scrivere le poesie che lei avrebbe sempre voluto scrivere, un genio schiacciato dall'indifferenza di ciò che gli sta intorno.

A questo punto comincia “Lontano da qui” (by Sara Colangelo, premiato al Sundance e dal 13 in sala) con una Maggie Gyllenhaal che ritrova la passione di vivere.

Un film  contro la passività sentimentale. Come spiega l'attrice: «Non è un film sulla genialità ma su come una donna, molte donne, rinunciano per vivere, per una famiglia, a molta parte di sé e di cosa significa trovarsi a un certo punto davanti al senso di queste rinunce; un film su come svegliarsi e fare i conti con se stesse». 

SILVIA DI PAOLA

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