Spettacoli

Pereira: "Cari ragazzi, venite pure alla Scala"

MILANO Se ad Alexander Pereira, a mo’ di battuta, dici che l’opera per bambini e under 30 è «molto più importante» dell’Attila inaugurale di Verdi, lui ti risponderà: «Lei ha ragione!». E non è detto che scherzi. Perché se c’è una cosa che il sovrintendente del Teatro alla Scala prende sul serio, è la creazione del pubblico di domani.

Non è l’unico. L’annuario dello spettacolo Siae per il 2017 attribuisce alla lirica numeri positivi (+5,79% gli ingressi, +8,68% gli spettacoli sul 2016) . Ma gli abbonati invecchiano e i turisti passano. E in un’epoca di finanziamenti vacillanti, i teatri d’opera, costose macchine, cercano nuovo pubblico, giovane o meno. Attivissime tutte le fondazioni. L’Opera di Roma manda nelle periferie OperaCamion di Fabio Cherstich. Il Regio di Torino, con Operando o All’Opera Ragazzi, tra laboratori e opere “ridotte”, è sul campo dai primi anni ’90 sotto la responsabile Elisabetta Lipeti. Nel ’96 partì Opera Education dell’Aslico, una piattaforma ideata da Barbara Minghetti: oltre 100 mila bimbi e studenti coinvolti ogni anno. E poi la Scala. Dal 2014 produce “Grandi spettacoli per piccoli”, opere pocket da 75 minuti che hanno portato a teatro 200 mila ragazzi e genitori, «70 mila solo quest’anno, tra Barbiere di Siviglia ed Elisir d'amore», dice a Metro un entusiasta Pereira.

Pereira, perché l’opera per bambini?
«L’ho introdotta non certo per fare soldi. Per i bambini il biglietto è a 1 euro! Il teatro deve essere sulla bocca delle famiglie, diventare un argomento di discussione a tavola. Fra 10 anni, il bambino potrà diventare uno spettatore. L’opera non gli farà più paura».

Tutto necessario. Ma sufficiente?
«La Scala è il teatro con il pubblico più giovane, tra quelli di pari livello. Anche grazie al servizio di promozione culturale, che lavora da decenni e che offre biglietti ai giovani, ogni anno, per un valore di 6 milioni».

La scuola italiana fa quasi niente, però.
«Ci porta i ragazzi attraverso il servizio promozione... Forse vi si insegnano poco le materie artistiche, e questa critica la rivolgo anche alla mia Austria. Ma con le recite per bambini il teatro dà un segnale alla scuola».

La sua prima volta?
«Avevo 5 anni, mia madre a Vienna mi portò a vedere la Valchiria. Dormii tutto il tempo. Ma, sa, in famiglia c’era una tradizione, mia sorella cantava la Regina della Notte, la sorella della mia bis-bisnonna era madre di Felix Mendelssohn...»

Lei è ottimista sul futuro dell’opera?
«Io non sono preoccupato. Pensi che l’anno scorso, su Rai1, lo Chénier in diretta ebbe due milioni di spettatori. Però bisogna lavorare e migliorarsi».

SERGIO RIZZA

 

L'Attila in diretta
Martedì 4 dicembre, alle 18, alla Scala, esclusivamente per un pubblico under 30, va in scena l’anteprima di Attila di Giuseppe Verdi, dirige Riccardo Chailly, regia di Davide Livermore. Venerdì 7, Sant’Ambrogio, lo stesso Attila inaugurerà la stagione della Scala (ore 18, diretta Rai1 e Radio3). Sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

SERGIO RIZZA

 

Articoli Correlati
Spettacoli