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Gassmann: «Il Grinch mi ha fatto piangere»

Cinema/Il Grinch

ROMA Se odiate la retorica del Natale chiamatelo e lui comparirà, di nuovo, dopo 18 anni, col verdognolo aspetto, pronto ad odiare  la dolciastra festa, le valanghe di regali e le cascate di luci. Pronto a rubare tutto, a modo suo. Ecco “Il Grinch” che 18 anni fa esplose sul grande schermo grazie a Ron Howard e a Jim Carrey che gli diede volto e voce. Oggi arriva in versione cartoon,  con la voce di Alessandro Gassman che fa l'eco all'originale doppiaggio di Benedict  Cumberbatch. 

Chi è per Gassman il Grinch? 
«Un simpatico finto cattivo, perché le persone cattive non esistono. Un burbero arrabbiato col mondo per la  sua triste infanzia, un buono che non sa di esserlo: direi un personaggio molto politicamente scorretto che io ho sempre amato. Sa cambiare ed è proprio questo che commuove».

Si è commosso doppiandolo? 
«Sì, sono uno che piange al cinema. Ho pianto  perché mi ha commosso la sua solitudine e la sua rabbia che si scioglie davanti all'innocenza di un bambino». 

Ha avuto difficoltà nel dargli la voce? 
«Avevo in cuffia il doppiatore originale, un attore del calibro di Benedict Cumberbatch, il ché ha richiesto un gran lavoro per avvicinarmi a quel modello. È stato un grande onore».

Anche lei non ama il Natale? 
«Non amo le feste comandate e il dover festeggiare per forza. Il Natale è un momento in cui si sta vicini. Il Natale di questo film è quello dell'accoglienza».

SILVIA DI PAOLA

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