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Caccia 4 ragazzi down bufera sulla trattoria

TORINO

CITTA' «Solo un equivoco, non avrei mai voluto cacciare quei quattro ragazzi speciali, il mio intento era capire come potevo accoglierli al meglio, invece la mia frase - “come gestirli” - detta in un momento sbagliato come è il sabato sera in una piccola trattoria, è stata percepita male. Mi sono scusato e li ho invitati a venire». Giuseppe è il titolare di Casa Amaro, trattoria torinese che nelle ultime ore è finita al centro delle polemiche sui social per un «fattaccio» denunciato dalla madre di un ragazzo down. Sabato sera, ha raccontato  sui social la donna, avevano prenotato un tavolo da 11, ma una volta lì «ci ha detto in maniera molto scortese - scrive Anna Rita riferendosi al titolare - che dovevamo avvertire della presenza di 4 disabili perché il locale era piccolo. Ma gestire cosa? I nostri ragazzi sono adulti ed educatissimi, mangiamo tutti rigorosamente con coltelli e forchetta e avrebbero potuto organizzare loro, senza problemi le loro attività, visto che, come dichiarato, loro non erano in grado». Così il gruppo è andato via,  ma «i ragazzi sono rimasti malissimo». Ieri il titolare ha chiamato la donna per scusarsi, spiegando che si fosse trattato di un malinteso e la donna ha accetto le scuse. Il racconto, però, arriva alla vigilia della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, riaprendo il dibattito sull’importanza dell’inclusione e all’accessibilità in tutti i luoghi. Anche nei musei, tema  dell’incontro a ingresso libero “Spazi Culturali Rai: Ricerca, Aspirazioni e Opportunità’’ che si terrà oggi alle 14 al Museo della Radio e della Televisione. Cristina Palazzo

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