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Inter, dopo il Tottenham restano acciacchi e dubbi

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CALCIO Dalla notte di Wembley l’Inter avrebbe potuto uscire con uno sfizioso regalo: il pass per gli ottavi di finale. Invece, i nerazzurri sono rientrati a Milano senza peso supplementare nella valigia. In più, la sconfitta con il Tottenham, maturata nel finale, ha lasciato scorie che Luciano Spalletti dovrà essere bravo a smaltire per scongiurare pericolose deviazioni di percorso nel primo dei momenti-svolta della stagione.

L'infermeria, innanzitutto. La sfida con gli Spurs, che con il gol di Eriksen si sono vendicati della beffa di San Siro, ha restituito ai milanesi acciacchi che saranno inquadrati nelle prossime ore.

L'affaticamento accusato da De Vrij non preoccupa: trattasi di probabile crampo, causato anche delle condizioni poco felici del terreno di gioco dello stadio londinese. L’olandese dovrebbe essere disponibile per la delicata trasferta di Roma di domenica sera, anche se probabilmente il tecnico gli preferirà Miranda. Le notizie meno buone arrivano da Nainggolan, decisamente poco fortunato in questo avvio di stagione. Il Ninja è uscito anzitempo per un problema muscolare e considerati i precedenti problemi fisici, difficilmente verrà rischiato contro la sua ex squadra: il belga è troppo importante e non ci si può permettere ricadute. Per questo, l’ipotesi più probabile è preservarlo in vista del match di Torino del 7 dicembre.

Altro importante aspetto che Spalletti è chiamato ad analizzare, ed affrontare con le adeguate misure, è quello psicologico. E’ indubbio che chiudere il discorso qualificazione con una giornata di anticipo avrebbe consentito di dedicarsi anima e corpo al campionato, dove i nerazzurri sono attesi, dopo la Roma, dalla Juventus. Insomma, due impegni capaci di prosciugare ogni riserva di energia, fisica e mentale. Invece, la tabella di marcia dovrà necessariamente tenere conto del decisivo appuntamento con il Psv Eindhoven. E del fatto che l’Inter non è totalmente padrona del proprio destino, perché nell’ultima giornata, oltre ad una vittoria contro gli olandesi, servirà anche un regalo dal Barcellona: i blaugrana dovranno fermare il Tottenham perché una vittoria degli Spus condannerebbe Icardi e compagni. Insomma, l’Inter è scesa in campo a Londra con un match point qualificazione e al triplice fischio si è ritrovata a rischio eliminazione.

Considerato il delicatissimo calendario, il tecnico toscano dovrà dimostrare estrema saggezza nella scelta degli uomini. Oltre a una grande attenzione nel disinnescare possibili "casi" che in un momento così delicato della stagione lo spogliatoio non si può permettere. Il riferimento è a Lautaro Martinez, che ancora una volta si è accomodato in panchina. Il "Toro", presentato in estate come dei pezzi pregiati della campagna acquisti dell’Inter, fino ad ora ha potuto mettersi poco in mostra, anche perché Spalletti non riesce a vederlo in tandem con il connazionale Icardi. E ieri l’ennesima panchina, nonostante l’argentino fosse reduce dalla brillante performance con il Frosinone impreziosita da un gol e un assist, ha mandato su tutte le furie il padre dell’attaccante, che ha attaccato via social il tecnico "reo" di aver scelto Keita e non suo figlio al momento della sostituzione di Politano. Un tweet poi rimosso, ma dopo essere diventato virale, a 'dannò ormai compiuto.

Amara dal punto di vista del risultato e seppur gravata da una prestazione a tratti eccessivamente rinunciataria, la trasferta d’Oltremanica, contro una formazione certamente più esperta dei nerazzurri sul palcoscenico europeo, ha comunque portato anche indicazioni positive per Spalletti. Certo, sull'atteggiamento il tecnico si aspettava di più: "Forse non abbiamo usato tutta la personalità che possediamo. Avremmo potuto osare di più", ha commentato a fine gara. Ma può ripartire indubbiamente da alcuni singoli. Brozovic si è confermato il faro del centrocampo tenendone le redini finché il fiato ha retto e Borja Valero, entrato per l’acciaccato Nainggolan, ha iniettato imprevedibilità e rapidità nella manovra entrando subito in partita. E anche la difesa ha tenuto alla grande contro lo spauracchio Kane. A guardare il bicchiere mezzo pieno, il confronto con avversari di questa levatura porta altra benzina nel serbatoio di esperienza che sta riempiendo l’Inter, che - non scordiamolo - è tornata dopo sette anni a disputare la Coppa più importante: per tornare a lottare ai vertici servono anche - soprattutto? - serate come questa. Intanto, però, forza Messi.

 

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