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Il turismo "salva" il Lazio

Roma

ROMA Il Lazio è la quarta regione più visitata d’Italia (dopo Veneto, Lombardia e Toscana) con 33,8 milioni di presenze registrate nel 2017, e un incremento del 5,2% rispetto al 2016. E per quanto riguarda il turismo culturale Roma ha registrato ben 23,1 milioni di visitatori, piazzandosi al primo posto tra le città italiane e con un incremento sul 2016 del 13,3% (la media nazionale è del 10,8%).

Sono solo alcuni dei dati elaborati dal Rapporto sullo stato delle Province del Lazio, realizzato da Eures ricerche economiche e sociali in collaborazione con Upi Lazio, e presentato ieri presso la sede Anci Nazionale. Il turismo culturale ha portato nel 2017 introiti per 75,8 milioni nella regione, concentrati soprattutto a Roma (75 milioni).

Lo studio ha preso in esame molti indicatori, restituendo una fotografia della regione tra luci e ombre. Un dato positivo è l’aumento del Pil, pari all’1,6%, in linea con la media italiana (dati 2016), e l’aumento delle esportazioni (+17,2%). Diminuisce anche la disoccupazione, che si attesta al 10,2% (la media italiana è dell’11,1%), ma le donne trovano lavoro più difficilmente degli uomini  hanno retribuzioni più basse.

Vanno male i dati ambientali: nel Lazio la differenziata è ferma al 43%, e Frosinone resta la provincia più inquinata d’Italia. Anche i dati sulla criminalità non sono buoni: i reati denunciati nel Lazio tra il 2016 e il 2017 sono passati da 276mila a 279mila, tra questi le violenze sessuali sono aumentate del 20,4%.

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