Spettacoli

«Dovremmo essere un po' come Muhammad Ali»

Marco Mengoni Atlantico

MUSICA Un live notturno alla Stazione Centrale di Milano e poi l’incontro stampa al 25° piano della Torre Velasca. Stanco ma felice, Marco Mengoni. E commosso fino alle lacrime nel presentare la sua ultima fatica, Atlantico. Un disco di viaggi e riscoperta di sé: «Dopo tanto lavoro, mi sono preso un lungo periodo di stop. E ho girato il mondo, sorvolando l’oceano immerso nei pensieri. Cuba, Portogallo, Emirati Arabi, Tanzania, New York. Tanti incontri, esperienze, culture, contrasti. Scoprendo l’importanza della lentezza e del fare le cose nel modo e tempo giusti» spiega la popstar di Ronciglione. L’album, fino a domani al centro di un minifestival meneghino con occasioni d’incontro, osservazione e condivisione, riassume il “nuovo” Mengoni fra pop, elettronica, sfumature etniche e collaborazioni inedite. Ci sono un duetto con Tom Walker (Hola, nuovo singolo), un omaggio ad Amália Rodrigues, persino un cameo di Celentano.

Brano simbolo è Muhammad Ali: «L’ho scoperto da poco, m’hanno colpito la sua grande forza e personalità. E l’impegno che metteva nelle cose. Dovremmo essere tutti un po’ come lui, saremmo uomini migliori». Domenica alle 12 Marco sarà ospite di Fox Circus al Base di Milano, poi si concentrerà sul live nei palasport che partirà il 27 aprile da Torino, concedendosi forse un passaggio promo a Sanremo. «Nel tour mi piacerebbe veicolare messaggi positivi: la forza di essere se stessi, la necessità di una visione ecologista contro gli sprechi. E l’impegno ad abbattere i muri e le frontiere che qualcuno sta ricostruendo».

 

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