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Taxi diffidenti sull'app di Uber

TORINO

TORINO  «Se non si chiamasse Uber, sarebbe diverso. Difficile fidarsi visto che l’azienda continua a mostrare di voler modificare le regole». All’indomani della notizia del servizio Taxi che sbarca a Torino, tra i tassisti c’è un clima di diffidenza. Il dubbio è soprattutto sulle percentuali. «Lavoriamo a tariffa amministrata, MyTaxi che fa già questo servizio prende il 7% a corsa-  spiega un tassista 37enne, sulle strade da 15 anni - Uber non potrà chiedere di più. Si dovrà accontentare ma la realtà è che continuano a dire che bisogna avere il coraggio di cambiare le regole in Italia. Io dirò di no. Come me credo molti altri, siamo rimasti troppo scottati, Uber poteva fare questa scelta anni fa».

Intanto il comune che su Uber Taxi sceglie di restare spettatore, punta a rinforzare il trasporto pubblico. A gennaio, infatti, arriverà il multidaily da sei corse, una piccola vittoria per i nostalgici del vecchio carnet da 15 sparito con la rivoluzione estiva, e a febbraio arriveranno i tornelli sulle linee 6 e 19. Lo ha annunciato l’assessora ai Trasporti Maria Lapietra che ieri , insieme con l’amministratore delegato Gtt Giovanni Foti ha partecipato a un controllo straordinario sui mezzi. Solo ieri sono stati 6mila i biglietti controllati e 250 multe, 70 pagate al momento. «Un segnale molto positivo», ha commentato l’assessora.

CRISTINA PALAZZO

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