Opinioni

La nuova Guerra Fredda del dottor Stranamore

Maurizio Zuccari

Correva l’ormai lontanissimo 1987 quando Reagan e Gorbaciov s’appattarono per mettere fine alla corsa missilistica nel vecchio mondo con il trattato Inf. Niente più missili a breve-medio raggio – da cinquecento a 5mila chilometri – disseminati lungo le frontiere della guerra fredda. Stop agli euromissili che tanta bagarre avevano provocato in Occidente e, di lì poco, fine della guerra in Afghanistan, del muro di Berlino, dell’Urss tout court. Giù tutto. Trent’anni dopo, Trump rimette indietro le lancette della storia annunciando l’uscita da quel trattato e il ritorno dei missili in casa degli alleati Nato. Una mossa già tentata da Obama nel 2014, abortita per l’opposizione dei partner atlantici. Stavolta il Dottor Stranamore di Washington – ricordate l’immarcescibile film di Kubrick con il generale a cavalcioni della bomba atomica? – ritenta la mossa con maggior profitto. 
L’idea è quella di ricompattare i partner euroscettici nel fronte della nuova guerra, per ora fredda, contro la Russia. Dare una mano all’industria bellica favorendo una rinnovata corsa agli armamenti che dissanguerebbe oggi Mosca e domani Pechino. Convincere gli alleati d’Europa a mettere mano al portafogli per la propria difesa sotto l’ombrello Usa, sottraendola al partenariato franco-tedesco. L’idea, anche, è quella di piazzare tanti bei missili in Asia – Corea e Giappone già s’accodano – per frenare le velleità nordcoreane e, soprattutto, l’espansionismo della Cina che nessun trattato hanno sottoscritto. Tanti piccioni per una fava che corre il rischio di risultare indigesta a chi sperava di non dover più vivere con i missili in giardino e la minaccia atomica sulla testa. Il Dottor Stranamore cavalca ancora e la sua Bomba è più imbizzarrita che mai.
MAURIZIO ZUCCARI

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