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Tap, i periti del giudice "Iter autorizzativo legittimo"

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I periti nominati dal gip di Lecce nell'ambito dell'inchiesta sul gasdotto Tap, in costruzione a Melendugno (Le), hanno depositato il rapporto conclusivo e comunicato che al progetto non andava applicata la Direttiva Seveso. Il documento è a firma dei professori Fabrizio Bezzo, Davide Manca e Lionella Scazzosi, ai quali l'incarico era stato conferito dal giudice Cinzia Vergine, su richiesta della Procura.   

Inchiesta. L'inchiesta sul Tap è coordinata dal procuratore della Repubblica Leonardo Leone de Castris e dalla pm Valeria Farina Valaori e riguarda tre filoni investigativi: applicazione della Seveso al terminale di ricezione, inquinamento della falda nei pressi del cantiere di San Basilio e espianto degli ulivi nell'area di località Le Paesane. Le conclusioni a cui sono arrivati i periti riguardo alla non applicabilità della Seveso, di fatto legittimano il progetto così come è stato autorizzato.

Progetto ok. Il progetto del gasdotto Tap che approda a Melendugno e quello del gasdotto Snam, che da Meledugno si connetterà alla rete nazionale a Mesagne (Brindisi), sono "progetti separati e, almeno in parte, sequenziali" scrivono i periti a cui il gip di Lecce Cinzia Vergine aveva commissionato uno studio, formulando sette quesiti. In risposta al quesito numero 1 (che chiedeva se il gasdotto Tap fosse stato frazionato in due progetti), i professori Fabrizio Bezzo, Davide Manca e Lionella Scazzosi hanno spiegato che il tratto Tap fa parte del gasdotto "interconnettore", mentre quello Snam è ciò che consente l'allaccio alla rete italiana. "Il progetto dell'infrastruttura di interconnessione in esenzione e quello dell'infrastruttura di connessione alla rete di trasporto nazionale - è scritto nella perizia - sono progetti separati". Ne consegue che l'iter autorizzativo, a cui sono stati sottoposti in maniera separata, è legittimo.

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