Opinioni

Lasciate in pace la satira della Tv delle Ragazze

Patrizia Pertuso

Inevitabile. Ogni volta che Mamma Rai trasmette qualcosa di interessante, divertente e “diverso” dal solito palinsesto buonista qualcuno si erge a paladino dei telespettatori. Nel mirino c’è finita stavolta “La tv delle ragazze” nella nuova versione 2018. Quella all’insegna del cambiamento. A lanciare strali contro la trasmissione condotta da Serena Dandini arriva l’AIART – associazione di telespettatori. Che se la prende con Angela Finocchiaro: rivolgendosi a una platea di bambine ha avuto l'ardire di dichiarare: «Gli uomini sono tutti pezzi di merda». E, alla domanda di una bimba se lo fosse anche il suo papà, ha risposto: «Soprattutto il tuo papà».

Sacrilegio. Dramma. Sciagura. Catastrofe.

«Una pagina di televisione che snatura le relazioni umane, vìola il valore della famiglia e della religione, danneggia fortemente i minori», tuona il presidente nazionale Giovanni Baggio. Che ci tiene a far sapere che: «Segnaleremo il programma agli organismi di vigilanza  e chiederemo spiegazioni ad  un Servizio Pubblico che dovrebbe difendere i suoi spettatori da queste derive e se non  lo fa si rende colpevole di un (dis) servizio pubblico antieducativo che annienta ogni regola deontologica e costituzionale».

Allora: “La Tv delle ragazze” va in onda dopo ogni Tg della sera. E in ogni Tg ormai c’è una notizia di uomini che uccidono donne, madri che vengono picchiate dai mariti, figli violentati dai padri o dai vicini che sono persone-tanto-brave. Cosa volete che gliene freghi ai cosiddetti minori di sentir appellare i maschietti come pezzi di merda dopo aver ascoltato questa trafila di orride realtà? E poi, i bambini e le bambine, ad una certa ora non dovrebbero andare a dormire invece di essere - evidentemente - obbligati da genitori senza cuore a vedersi tutta la “Tv delle ragazze” di cui peraltro non possono capirne una beneamata ceppa (termine sdoganato dal vicepremier Di Maio, quindi lecito)?

Smettiamola di pensare che i telespettatori siano tutti cerebrolesi, che abbiano bisogno di essere guidati alla visione dei programmi. E smettiamola pure di pensare che i minori siano anime pure insozzate dalla vergogna di certa tv. Basta spegnerla o cambiare canale. Magari qualcuno può farlo sapere sia ai genitori che all'AIART così potremmo imparare tutti a capire il valore dell'ironia e della satira. Quella ben fatta che finalmente è tornata su Mamma Rai.

PATRIZIA PERTUSO

 

 

 

 

 

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