Spettacoli

«La terza età può essere esplosiva»

Milena Vukotic Maximilian Nisi

ROMA  «Ogni volta che s’interpreta un ruolo come questo, è come affrontare un viaggio straordinario che ti porta fuori di te, perché per farlo bene sono necessari un lavoro di ricerca e di trasformazione così lunghi e impegnativi da cambiarti, anzi, da reinventarti in modo sostanziale». Così Milena Vukotic ha descritto la sua Alexandra, splendida protagonista di “Un autunno di fuoco”, fino al 25 al Ghione.

Signora Vukotic, la terza età della quale si parla nella pièce può davvero essere così esplosiva come la rende lei?
«Certo, l’importante è non stancarsi di interrogare se stessi e crescere. Poi è necessario avere anche una predisposizione naturale a non lasciarsi mettere da parte da nessuna convenzione sociale e da nessuno».

È stato facile trovare la giusta alchimia con il suo partner Maximilian Nisi?
«Assolutamente, era da tempo che desideravamo recitare insieme e quando mi ha proposto di affiancarlo in questo spettacolo bellissimo non ci ho pensato un attimo. Una volta che abbiamo cominciato a provare, tutto è venuto facile e spontaneo. Una gran cosa considerando che sul palco siamo solo io e lui».

Che Importanza ha questa prova d’attore in una carriera di quasi 60 anni come la sua?
«Credo che il fascino del mio lavoro risieda proprio nel fatto che ogni volta è come la prima, è sempre una specie di salto nel buio. E, alla fine, in qualche modo, si viene sempre ricompensati».

Chi tra i grandi registi che l’hanno diretta considera il più importante?
«Non ho molti dubbi: Giorgio Strehler».

 

DOMENICO PARIS

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