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La legatoria che profuma di futuro

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L’oblio seppellirebbe ogni gloria terrena se Dio non vi avesse posto rimedio inventando i libri: queste parole risalgono al 1344 e sono state scritte da Richard de Bury, religioso, scrittore e bibliofilo, uno dei primi collezionisti inglesi di libri. Oggi guarda caso troneggiano sul sito web di una storica legatoria torinese che ha deciso negli anni di abbracciare il digitale e di surfare nella contemporaneità.
Questa è la storia di Bottega Fagnola, laboratorio artigiano di legatoria, cartotecnica e restauro archivistico librario nato nel 1955 nel centro storico della città piemontese. Una bottega esempio di tradizione e continuità artigiana: grazie all’arte che si ibrida con le nuove tecnologie i saperi secolari vengono tramandati nel tempo e volano ovunque in Italia.
Di fatto si tratta di una grande famiglia dove lavora uno staff di artigiani specializzati in legatoria, cartotecnica e restauro archivistico-librario. La squadra è al femminile ed è composta da una decina di professioniste con un’età anagrafica molto diversificata, perché si va dai trenta ai sessant’anni. «Praticamente ad eccezione di mio papà Luciano siamo tutte donne e lavoriamo su più fronti e su specializzazioni diverse. Lo possiamo fare perché siamo più persone. Lo staff è suddiviso tra legatoria, cartotecnica e restauro. Io e mio padre abbiamo imparato entrambi i mestieri e ci muoviamo trasversalmente tra i settori. C’è chi ha fatto il percorso da apprendista in bottega e c’è chi è passato dalle scuole: le diverse formazioni messe in team sono il nostro punto di forza», racconta Paola Fagnola, 32enne torinese alla guida dell’impresa di famiglia giunta alla seconda generazione. Paola si è specializzata in legatoria d’arte nel Centro del bel libro di Ascona, nel Canton Ticino, e poi si è diplomata nella scuola di restauro di alta formazione. Oggi insegna in quella realtà nella quale si è laureata. «Mi occupo di restauro, comunicazione, promozione, design dei nuovi prodotti: non sono solo una restauratrice e la bottega non è solo restauro. Tutti i lavori fatti con clienti esteri sono nel settore legatoria, con la rilegatura di edizioni di lusso fatte per case editrici russe, tedesche, brasiliane. Ci sono poi regole molto rigide sull’import-export di pezzi antichi e per questo ci si muove sul territorio nazionale».
La bottega si sviluppa su due sedi e il laboratorio è di trecento metri quadrati. «Non si tratta di uno spazio buio e polveroso, ma di un luogo importante per lavorare ma anche per incontrare». Così la bottega organizza workshop anche dentro la sua struttura. E in questo modo il dialogo col cliente si trasferisce dalle piattaforme digitali a quelle fisiche. «Facendo incontri in sede la legatoria diventa un luogo di confronto con la comunità. Solo una percentuale minima degli introiti arriva da queste iniziative, che però permettono di aprire le porte del laboratorio e di avere una clientela più consapevole, più informata, più coinvolta».
Poi c’è il contatto con la clientela online. Che moltiplica le opportunità. Così Paola e il team rispondono alle richieste di restauro che arrivano sul sito Bottegafagnola.it. «I clienti ci mandano le foto del pezzo da lavorare e poi ci inviano il volume. Attraverso il nostro lavoro abbiamo l’obiettivo di raccontare un artigianato diverso, non nostalgico, ma contemporaneo e attuale».

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

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