Sport

Giovani e tanto forti È l'italian style di Mancini

Nazionale

CALCIO  Noi, abituati a Paolo Rossi, Roberto Baggio, Maldini, Totti e Del Piero, ci ritroveremo sabato sera a tifare per la nazionale di Sensi, Tonali e Grifo. Andrà come andrà, con il Portogallo in Nations League, ma una cosa è certa: ad un anno esatto dalla disfatta di Ventura l’Italia torna a San Siro rinnovata, inglobata in un progetto. Cambiare pelle è faticoso, ma questa è la rotta tracciata dal ct Mancini.
“Un sogno che s’avvera”
«Essere in azzurro è un sogno, sono italiano al 100% - ha detto Vincenzo Grifo, classe 1993, che però è nato a Pforzheim, in Germania, e lì gioca nell’Hoffenheim. «Darò tutto- ha detto invece il classe 1995  Stefano Sensi, scuola Sassuolo: «Per me l’Italia è ripartita davvero, si respira aria di rinascita». Sandro Tonali (il nuovo Pirlo, secondo gli eruditi del pallone) che invece ha 18 anni e gioca in Serie B, nel Brescia, dice «mi farò trovare pronto, vengo qui senza chiedere di giocare per forza». Nel frattempo però ieri un giovane che le ossa se le è già fatte, Federico Bernardeschi, ha lasciato il centro sportivo di Covericano per un fastidio agli adduttori. Non ci sarà contro il Portogallo sabato e nemmeno martedì a Genk contro gli Usa. Mancini contava sul suo impiego per ridare spazio all'ormai semi-collaudato 4-3-3 con il falso nueve.  Il tecnico azzurro tuttavia  non appare  intenzionato a cambiare il suo sistema di gioco: il “mister x” che sostituirà Bernardeschi sarà molto probabilmemnte Berardi. E non Immobile, come sarebbe stato lecito attendersi.

Articoli Correlati
Sport