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Con il Dna di Fido caccia agli sporcaccioni

TORINO

Nessuna guerra ai cani, solo ai padroni maleducati. Lo assicurano da Carmagnola e Chivasso, dove per combattere i bisogni canini abbandonati in strada sono stati modificati i regolamenti comunali. Nella città del peperone con il progetto “Con il Dna di Fido, io mi fido!” è stato introdotto nel regolamento, oltre all’obbligo di microchip, il campione di saliva per il cane: inserito in una banca di Dna, permette di analizzare le feci e di risalire prima all’animale e poi, tramite i veterinari, al padrone per multarlo. «I 5100 cani saranno mappati entro un anno poi si farà con la registrazione all’anagrafe canina - assicura l’ideatore Massimiliano Pampaloni, assessore all’Igiene Urbana – È un problema sentito, in un giorno abbiamo trovato in centro più di 40 deiezioni. Con l’istituto Zooprofilattico e il supporto economico della Derichebourg, ditta di raccolta di rifiuti, metteremo a sistema il metodo. Ogni comune potrà copiarci, decine sono interessati e proporrò la modifica della legge regionale».
 A Chivasso si combattono le pipì maleodoranti. Dopo l’esasperazione estiva, dall’1 novembre è in vigore il regolamento di Polizia Urbana con la multa per chi non ha con sé una bottiglietta di acqua per lavare il marciapiede. «Finora non ne abbiamo fatte, piove da giorni e il problema non c’è - spiega il comandante Michele Cassano – Ma da inizio anno facciamo più controlli e il fenomeno si riduce. Non è guerra, vogliamo solo la civile convivenza».
CRISTINA PALAZZO

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